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Se suor Emmanuelle fosse diventata papa

Se si potesse eleggere una donna al soglio di Pietro, come ha suggerito la diabolica Maureen Dowd sul «New York Times», sarebbe forse stata lei, suor Emmanuelle, al secolo Madeleine Cinquin, la prima papessa della storia. Un grande pontificato in rosa, più lungo di quello di Wojtyla (è morta centenaria nel 2008) che avrebbe dato alla Chiesa di Roma un bello scossone di magnitudo sette, proprio quello che tanti cattolici si aspettano. Emmanuelle era una suora ribelle, che non aveva paura di dare scandalo per testimoniare il Vangelo, andando a vivere con gli straccivendoli tra le immondizie di una bidonville del Cairo. Dalle sue Confessioni di una religiosa (Jaca Book) emerge l’autoritratto senza veli di una femminilità indomabile, una variante più sanguigna e sbarazzina di Madre Teresa. Madeleine cammina fin da ragazza sulle braci della sensualità, si innamora di un professore, prova attrazione per l’altro sesso e confessa di masturbarsi ancora in tarda età. «Questa sconcertante esperienza – scrive – mi ha fatto capire e, in un certo senso, condividere i drammi suscitati nel mondo da quel torrente che la maggior parte degli uomini non riesce a fermare. La mia indulgenza spesso stupisce la gente. Io resto tuttavia persuasa che quelli che vengono definiti "i peccati della carne" siano i meno gravi agli occhi di Dio».

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Nella bidonville, la suora francese vive per vent’anni in mezzo a torme di bambini seminudi, e nessuno di loro subisce da lei altro che il tocco della grazia: vaccini, medicinali,  scuole. Aiuta le donne a liberarsi dalla schiavitù dei mariti-padroni, a non farsi mettere incinte ogni dodici mesi. Non scaglia anatemi contro gli anticoncezionali, ma più che pillole, cerca di procurare loro un lavoro che le renda indipendenti. Combatte il fanatismo, non impugna il crocifisso come un vessillo identitario, anzi insegna il rispetto reciproco: «Musulmani, atei ed ebrei – dice – hanno alimentato la mia fede di cristiana. Hanno ampliato la mia comprensione di Dio». A una così, nell’Italia di oggi, come minimo manderebbero un’ispezione ministeriale. E dire che avrebbe parecchio da insegnare ai nuovi crociati della Padania, e a certi monsignori tanto sottili in dottrina quanto analfabeti nei sentimenti. Maschi che studiano da papi senza sapere di cosa parlano quando parlano d’amore.
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  • Eliana Bouchard |

    Questo non è un commento ma un ringraziamento per la boccata di ossigeno domenicale che spero non venga ancor più ridimensionata, peggio che mai, sottratta.
    Aspetto la prossima.
    Eliana Bouchard

  • Maria C. |

    Caro Clearco, mi permetto di obiettare al suo commento, da cattolica a cattolico. Non si fermi all’incipit e legga l’articolo con attenzione. Cio’ che emerge, in modo che io ritengo sano e degno di una ben piu’ profonda riflessione, e’ il profilo di una donna che, in ogni istante che ha vissuto, ha scoperto il dio vivente, senza rinnegare nulla di se. E’ bello comprendere che la vita non ha nulla di scandaloso, nulla da rinnegare, nulla da cui scappare. Ma anzi, e’ dentro questa esistenza, scandalosa, dolorosa, gioiosa, sempre in salita, che la nostra vita incontra il suo significato.

  • domenico felice |

    Concordo perfettamente con quanto lei scrive, soprattutto su un certo clero e sulla ‘sottospecie’ denominata ‘padania/padani’.
    Domenico Felice

  • Clearco |

    Sarebbe meglio un Papa donna, dice lei. E, potendo scegliere tra Madre Teresa di Calcutta e Suor Emmanuelle, meglio la seconda perche’ si masturba (?). E’ una sua opinione, e come tale, la rispetto. Personalmente faccio fatica a confrontare figure di Sante come queste, come non si confrontano due infiniti. Pero’ sento molti laici che non vedono l’ora di spiegare che questo Papa non va bene, e come, secondo loro, dovrebbero comportarsi i veri cattolici. Per quanto mi riguarda, sembrano le discussioni da bar sul CT della nazionale di calcio, da parte di persone che non hanno mai corso dietro un pallone, ma hanno sempre un buon consiglio pronto. Tanto l’aria fritta non costa nulla. Buona continuazione.
    P.S.: i buoni cattolici non giudicano, e non si stracciano le vesti, l’ha detto il Capo. E non e’ detto che i Santi debbano essere Papi e viceversa. A volte puo’ bastare un umile operaio… ma questo lo sapete gia’

  • gianni burronni |

    volevo ringraziarla per avermi fatto scoprire una persona meravigliosa
    qual era suor emmanuelle.
    sempre più mi convinco che in questa nostra attuale società ci nutriamo di
    quel che vogliamo e cioè tanta mediocrità e bassezza, e ,anche la chiesa la
    vogliamo a nostra immagine e somiglianza e dunque eccola là cos’è e comè.
    lacrime,lacrime amare verseremo se non noi, inostri figli. siamo ormai campi
    aridi abbandonati e incolti, (non mi si parli dei giovani per carità essi sono
    il frutto amaro di noi grnitori)dove la vita stenta a nascere.
    gianni burronni

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