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Il business del matrimonio, da Hammurabi a Tiger Woods

La famiglia fondata sul matrimonio, si sa, è un valore intangibile per gli italiani, soprattutto per quelli che ne hanno più d'una, magari con l'imprimatur della Sacra Rota. Non stupisce allora che siano proprio due connazionali in trasferta, Laura Fortunato dell'University College di Londra e Marco Archetti di Harvard, a firmare una ricerca sulle origini della monogamia pubblicata sul Journal of Evolutionary Biology e ripresa dal settimanale inglese New Scientist. Forse non sapevate, ci informano i due antropologi, che la maggioranza delle società umane (ben l'83%) ammette la poligamia, o per meglio dire poliginia, cioè il fatto che uno possa avere un certo numero di mogli. Come si spiega allora quel 17% di tribù, tra cui la nostra, dove di mogli se ne può prendere solo una alla volta? Mistero. Di sicuro il matrimonio non è un'invenzione cristiana. L'aveva introdotto già il re babilonese Hammurabi, quasi milleottocento anni prima di Gesù.

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Secondo Fortunato e Archetti la svolta è molto più antica, e fu dettata da ragioni prettamente economiche. I nostri progenitori e progenitrici decisero che era meglio formare coppie esclusive quando si convertirono da cacciatori a contadini: a quel punto, grosso modo diecimila anni fa, la terra diventò un bene scarso, la coltivazione si fece intensiva, e divenne conveniente trasmettere la proprietà ai membri della famiglia geneticamente omogenei. Così, come nei cartoni di Hanna & Barbera, Fred Flintstone impalmò la sua Wilma e insieme concepirono Ciottolina. Non tutti gli scienziati concordano con questa tesi. Il genetista Guido Barbujani ricorda che nel gioco dell'evoluzione vince chi fa più figli, e quindi i maschi dell'Homo Sapiens tenderebbero a fecondare quante più femmine possibile. La monogamia conviene solo alle donne. Fino a non molti millenni fa abbiamo vissuto da leoni: in piccoli branchi con un maschio dominante e un harem di leonesse. L'evoluzione della specie ci sta portando ora a una forma di monogamia seriale, dove uomini e donne inanellano matrimoni con partner diversi aumentando il successo riproduttivo. Certo i leoni di oggi hanno gli artigli un po' spuntati, come il campione di golf Tiger Woods, costretto a versare 300 milioni di dollari alla consorte inferocita. A Belfast, in compenso, circolano leonesse mature che amano troppo i leoncini, ma non di amore materno. E fanno pure le moraliste.