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Quel cane d’un razzista

 Romain Gary lo trova, fradicio e scodinzolante, sulla porta della sua villa a Beverly Hills in un giorno di temporale del ’68, e se ne innamora all’istante: è un pastore tedesco senza collare, con una specie di neo sul lato destro del muso. Lo scrittore e sua moglie, l’attrice Jean Seberg, l’accolgono nel loro piccolo zoo domestico, assieme al vecchio cane Sandy, tre gatti, un pitone e un tucano. Lo chiamano Batka, che in russo significa piccolo padre. Ma ben presto scoprono che il nuovo arrivato ha delle strane abitudini: dolce e affettuoso con gli amici (malgrado le zanne acuminate), viene preso da una furia incontenibile ogni volta che gli viene a tiro una persona di colore. La prima vittima è un operaio nero venuto a controllare il filtro della piscina: Batka si avventa contro la cancellata con la bava alla bocca. Stessa scena, il mattino successivo, con un portalettere della Western Union, anche lui di carnagione scura. E qualche giorno più tardi è la volta di un fattorino del supermarket, che rischia di essere sgozzato. Insomma, ormai è chiaro: in una delle case più «liberal» d’America, frequentata da seguaci di Martin Luther King e da attivisti dei diritti civili, si annida una belva più razzista del Ku Klux Klan: un autentico esemplare di Cane bianco (questo il titolo del bel romanzo di Gary, ora pubblicato da Neri Pozza) uno di quei White Dog che negli Stati del sud venivano addestrati dai poliziotti per dare la caccia ai neri. «Una volta servivano a braccare gli schiavi in fuga, adesso contro i manifestanti», spiega il guardiano del ranch dove Batka viene mandato a «rieducarsi», con scarsi risultati.

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Non ditelo al sindaco di Coccaglio, quello del Natale senza clandestini, se no corre subito ad accalappiare i nipotini di Batka per fare un bel repulisti in città. Lo slogan è già pronto: "White Dogs for a White Christmas!". Ma i lupi cattivi di Beverly Hills potrebbero anche essere sguinzagliati, il 5 dicembre all’Olimpico di Torino, contro le tifoserie juventine che urlano «negro di merda» all’interista Balotelli. Basta istruire per bene le care bestiole: invece di azzannare i neri, provate ad assaggiare i bianconeri.

  • Roberto Fabrizi |

    “Mein Kampf”! Addirittura? Perché no,”La banalità del male”?
    Povero sindaco di Coccaglio e povero cane Batka: attenti ai ‘liberal’! Ci vuol niente a farsi etichettare come nazisti, se non la pensi come loro.

  • ugo varnai |

    “A meno che, per motivi umanitari, non si voglia mettere in discussione il diritto all’ordine e alla sicurezza”.
    L’ha letta in mein kampf oppure gliel’ha suggerita il suo vicino di casa a Coccaglio?
    .
    “alcuni episodi di razzismo italiano”.
    non esageri, al massimo un paio.
    .
    “Si può essere d’accordo o non d’accordo sulla politica dell’immigrazione …”.
    Gli immigrati (e molti altri) non sono per nulla d’accordo. Fa differenza?
    .
    dove ha letto che i sindaci sono eletti “per mantenere l’ordine e la sicurezza”, nel programma elettorale del dott. Franco Claretti? E cosa, nella sua prefigurazione dell’Italia ordinata e sicura, può essere “oggetto di sarcasmo”?
    .
    “iniziativa che riguarda l’anagrafe del comune”.
    Sa cosa sciveva una nota sovversiva?
    “In ogni sistema burocratico lo scaricabarile della responsabilità è faccenda quotidiana, tanto che se si dovesse definire la burocrazia nei termini che sono propri delle scienze politiche, vale a dire come forma di governo – facendone il regno degli uffici, contrapposto al regno degli uomini, di uno, di pochi o di tanti – si potrebbe tranquillamente dire che la burocrazia è il governo di nessuno, e forse proprio per questo si può scorgere in essa la forma di governo meno umana e più crudele.(Da Hannah Arendt, (a cura di) Jerome Kohn, ‘Responsabilità e giudizio’, Einaudi, Torino 2004, pp. 26-27)”.
    .
    Merry xmas

  • Paolo Maggiolo |

    Gentile dr. Chiaberge,
    ho letto il Suo “contrappunto” nel “Sole 24 ore” di domenica 29 novembre e mi permetterei una modesta critica nei Suoi confronti. Lo spunto del romanzo sul cane che si mostra aggressivo verso le persone di colore è da Lei utilizzato per condannare, con un po’ di ironia, alcuni episodi di razzismo italiano. Fin qui tutto bene.
    Quello che personalmente non condivido è il collegamento ironico con il sindaco di Coccaglio alla cui iniziativa, che riguarda l’anagrafe del comune, è legato il termine “repulisti” che mi sembra fuori luogo. Si può essere d’accordo o non d’accordo sulla politica dell’immigrazione; ma un cittadino italiano, eletto dai suoi concittadini per mantenere l’ordine e la sicurezza nel suo paese (cosa a cui le persone che rispettano le leggi, sia italiane che straniere, hanno pieno diritto), non dovrebbe essere oggetto di sarcasmo. A meno che, per motivi umanitari, non si voglia mettere in discussione il diritto all’ordine e alla sicurezza.
    Nel ringraziarLa per la cortese attenzione, Le porgo i migliori saluti
    Paolo Maggiolo

  • Renato Bortoluzzi |

    caro Sig. Chiaberge, sono un tifoso bianconero e mai mi è passato per la testa di insultare il Sig. Balotelli in quanto nero; piuttosto mi lascia perplesso la sua maleducazione (di Balotelli), frutto di evidente immaturità, che può scatenare, a torto, gli istinti peggiori in persone altrettanto maleducate (che nello stadio trovano la loro collocazione ideale). Dal mio punto di vista ritengo pertanto offensiva in maniera poco distante dai cori di Torino (ma anche di Cagliari, Roma, ecc. ecc.), la sua esortazione “..invece di azzannare i neri, provate ad assaggiare i bianconeri.”. Lei si sta mettendo sullo stesso livello di coloro che vorrebbe (giustamente) esecrare.
    Renato Bortoluzzi

  • Roberto Fabrizi |

    Jean Seberg: poveretta, una vita assai travagliata, terminata con il suicidio. La vendetta del Cane bianco. Chissà se qualcuno tra i super-intellettuali super-liberal si è mai chiesto se Batka si fosse preso tante leganate da un afro-americano.
    Quanto al sindaco di Coccaglio perché non mandarlo in uno dei campi di rieducazione bolscevico-sovietici? E no, li hanno chiusi. Allora in queli cino-comunisti: questi sì sono belli aperti e rigogliosi.
    Giusto quanto scritto su Balotelli; giustissimo. Soltanto un sommesso consilio: dire a Moratti di suggerire al suddetto di non fare gestacci contro la tifoseria avversa.

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