Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Le molte verità di Barbara

«Liberi non sarem se non siam uni», esortava Manzoni nel Proclama di Rimini, sognando quell’Unità di cui celebreremo i 150 anni nel 2011. Per liberarsi dall’oppressione straniera, l’Italia doveva essere una. Così come oggi aspira a diventare una l’Europa, per avere più peso nel mondo. Ma alla lunga questa idea dell’Uno rischia di trasformarsi in ossessione: una è la radice culturale del continente, una la via per governare l’economia, uno il cammino verso l’acquisizione della cittadinanza. Potremmo aggiungere il collegio uninominale, la preferenza unica, il voto unico per il sindaco, il premier o, domani, il presidente della repubblica. E unica, naturalmente, è la Verità con la V maiuscola, quella presidiata dalla Chiesa cattolica. Una parola ha detto Dio, due ne ho udite è il biblico titolo dell’ultimo, scintillante pamphlet di Barbara Spinelli, edito da Laterza, e passato quasi inosservato nel pandemonio di queste settimane. Il sottotitolo, ancor più provocatorio, recita: Lo splendore delle verità (al plurale). Siamo liberi proprio in quanto molteplici, non certo «uni» come auspicava il buon don Lisander. La libertà nasce dal confronto tra visioni alternative della società e del bene comune in aperta competizione tra loro, senza censure, né scomuniche, né editti bulgari.

Spinelli

«Se la mia opinione non è contestata…sarò contento, certo – sostiene Spinelli. – Se sono un politico, avrò addirittura l’impressione che si sia creata una sorta di pace. La pace dell’Uno non è tuttavia pace, nella pòlis…È stasi, nel senso medico del termine: i liquidi che danno vita non circolano più». E quando si fa troppo spesso appello all’Uno per antonomasia, al Popolo sovrano che dispenserebbe in modo irreversibile patenti di moralità e di intoccabilità, si dimentica che «il potere dato al popolo…non significa in alcun modo fine delle sopraffazioni: il dominio di un’opinione su ogni altra ha bisogno di un freno ogni volta che c’è abuso di potere». Come aveva lucidamente previsto Stuart Mill un secolo e mezzo fa: «Il popolo che esercita il potere non coincide sempre con coloro sui quali quest’ultimo viene esercitato…La volontà del popolo significa, in termini pratici, la volontà della parte di popolo più numerosa e attiva». E Mill scriveva queste cose nel 1859, quando non c’erano i Tigì (né l’Uno, né quelli superiori a Uno).

  • ugo varnai |

    “separare lo Stato dalla Chiesa […] è una tesi assolutamente falsa, un perniciosissimo errore […] il Creatore dell’uomo è anche il Fondatore delle società umana […] Noi Gli dobbiamo dunque non solamente un culto privato, ma un culto pubblico e sociale per onorarLo.”
    Giuseppe Melchiorre Sarto, Vehementer Nos, 11 febbraio 1906.
    .
    “nel corso di questi ultimi secoli si è tentata la disgregazione intellettuale, morale e sociale dell’unità nell’organismo misterioso di Cristo. Si è voluta la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; e qualche volta anche l’autorità senza la libertà. Questo nemico è diventato sempre più concreto, con un’audacia che Ci lascia stupefatti: Cristo sì, la Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. E infine il grido empio: Dio è morto; o piuttosto Dio non è mai esistito. Ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo su fondamenti che Noi non esitiamo a indicare col dito come i principali responsabili della minaccia che pesa sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio.”
    Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli, Udienza, 12 ottobre 1952.
    .
    “Le deviazioni «a sinistra» rappresentano senza dubbio una vasta corrente del pensiero e dell’iniziativa contemporanea nella Chiesa, tuttavia quasi da nessuna parte hanno trovato una forma comune giuridicamente definibile. Al contrario, il movimento dell’arcivescovo Lefebvre è probabilmente molto meno ampio dal punto di vista numerico, tuttavia è dotato di un ordinamento giuridico ben definito, di seminari, di istituzioni religiose, ecc. […] Dobbiamo impegnarci per la riconciliazione, fin tanto che e per quanto essa è possibile, e usare tutte le opportunità concesseci a questo scopo.”
    Vittorio Messori, Rapporto sulla fede, Edizioni San Paolo, 1985, p. 31.
    .
    “Se per restaurazione s’ntende un tornare indietro, allora nessuna restaurazione è possibile. Ma se per restaurazione intendiamo la ricerca di un nuovo equilibrio … allora sì … è del resto già in atto.”
    Joseph Alois Ratzinger, Jesus, XI/1984.
    .
    “quelli che credono e quelli che non credono, quelli che sperano e quelli che disperano, e gli altri, quelli che hanno costruito Auschwitz e quelli che si chiedono dove fosse Dio. Sarebbe meglio chiedersi dove siamo noi, quale incurabile malattia è questa che non riesce a farci inventare una vita diversa, anche con dei, se si vuole, ma senza nessun obbligo di credere in loro. L’unica e autentica libertà dell’essere umano è quella dello spirito, di uno spirito non contaminato da credenze irrazionali e da superstizioni, in alcuni casi forse anche poetiche, ma che deformano la percezione della realtà e dovrebbero offendere la ragione più elementare.”
    José Saramago, 2009
    .
    “Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza”.
    Karl Heinrich Marx, Prefazione a Per la critica dell’economia politica, 1859, MEOC, vol. XXX, p. 298.
    .
    “ghe pensi mi.”
    Il Sole 24 Ore – ‎12 ottobre 2009.

  Post Precedente
Post Successivo