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Il Meeting e i cristiani di Eritrea

Memorabilia di Ferragosto. A Cortina, Marta Marzotto è stata incoronata «regina dell’eleganza» dallo stilista del lusso Vinicio Pajaro, che le ha donato un pregevole cappotto-mantella in zibellino. L’affaire Clooney-Canalis pare già tramontato, con sommo disappunto dei paparazzi. Invece delle stelle cadenti, Paola Barale ha avvistato un Ufo a Cosenza (la procura calabrese indaga). E al «Bollicine Disco Dance» di Riccione è stata eletta Miss Chirurgia Estetica, la donna più siliconata d’Italia. Tutto qui? Nient’altro che gossip e trash? Proviamo a volare più alto: non lontano da Riccione, proprio oggi si apre la trentesima edizione del Meeting di Rimini per l’Amicizia fra i Popoli, la convention annuale di Comunione e Liberazione. Ci andranno in tanti, da Tony Blair a Mario Draghi, da Schifani a Murdoch, da Jannacci a Morricone, e poi giornalisti, scienziati, poeti, vescovi e ministri. Per fortuna, non viviamo di solo pattume. Si discuterà di temi planetari, in ben 116 incontri con quasi trecento relatori, ma ci saranno anche otto grandi mostre e ventisei spettacoli. Si comincia stasera con un Don Giovanni controcorrente, che alla fine ritrova la fede, si pente e termina i suoi giorni in monastero.

Bertone

Prendendo spunto dal tema di quest’anno, «La conoscenza è sempre un avvenimento», il Segretario di Stato cardinale Bertone ha sottolineato i limiti di una conoscenza scientifica che proponga «il dogma positivista della pura obbiettività». Obbiettività(e carità) avrebbe voluto che almeno una delle 116 tavole rotonde si occupasse di immigrazione: nei giorni scorsi, altri settanta disperati in fuga dall’Eritrea sono annegati davanti alle nostre coste. Ma la parola è introvabile nel programma. Uno degli incontri è dedicato ai cristiani perseguitati: si parlerà però essenzialmente di mondo islamico. E gli eritrei? Sono in maggioranza fedeli della chiesa copta, vivono sotto una dittatura che calpesta i più elementari diritti umani: sarebbe il caso di aggiungerli alla lista dei martiri di Cristo.
In trent’anni, il Meeting di Cielle è esploso da 300 volontari a più di tremila, e da 50 mila a 700 mila presenze. Se questa crescita fosse un indicatore del successo della cultura cristiana, la Chiesa avrebbe ottime ragioni di rallegrarsi. Ma altri numeri smorzano i facili trionfalismi. In fondo al Mediterraneo giacciono forse più cadaveri di cristiani che in tutte le fosse comuni dei regimi fondamentalisti. Proprio mentre l’Europa cristiana tenta di insegnare ai Taleban l’abc della democrazia, nelle acque del Mare Nostrum stiamo adottando gli standard poco evangelici delle società tribali. Alla faccia dell’Amicizia fra i popoli. Che fine hanno fatto i Cavalieri di Malta, con quella bella croce cucita sul petto? Passeggiano per Cortina vestiti di zibellino?

  • Giacomo Villa |

    Egregio dott. Chiaberge, se Lei ritiene che navi militari italiane non abbiano soccorso il gommone degli eritrei lo scriva chiaramente, avendone, ben inteso, le prove. Se così non è, il suo scritto si avvale, alla stregua di altri articoli, solo di un pretesto per manifestare avversione verso la politica del governo italiano, in particolare sull’immigrazione che la più parte degli italiani vive come un’invasione. Può stare bene al Vaticano, alla CEI, ai circoli della sinistra, ma alla maggioranza nient’affatto. Se Lei intende fare un’opera di ‘educazione’ nei confronti di siffatta maggioranza si accomodi pure: la lista di coloro che si sono autonominati ‘maestri’ è assai lunga e conta nomi arcinoti che, perlopiù, nulla hanno a che vedere e a che fare con certe realtà che il cittadino comune deve affrontare. In altre parole, predicano molto bene, ma sono esentati dal dover razzolare.

  • raffaele chiarulli |

    Caro Direttore,
    a qualche lettore distratto del Domenicale può essere sembrato – leggendo il suo editoriale di domenica scorsa – che la Chiesa sia rimasta insensibile, cieca e muta rispetto alla tragedia umanitaria che in questi giorni sta consegnando al mare altre vittime innocenti. Forse andava spesa una parola sugli insulti che la Santa Sede ha subito da alcuni esponenti del nostro governo a proposito della solidarietà espressa, da parte dei vescovi italiani e del Vaticano, nei confronti degli profughi. O per lo meno andava cercato meglio chi mettere nel mirino: certamente lei non intendeva criticare la Chiesa in generale ma solo le scelte culturali di un movimento eccelsiale in particolare. Non mi è chiaro però perchè ha preferito criticare queste scelte, tra cui quella che mi sembra meritoria di aver organizzato – in agosto e a Rimini – degli incontri sui martiri cristiani del Novecento (argomento troppo poco chic – aggiungo – perchè altri se ne occupino) pur avendo la possibilità di mettere di fronte ai loro doveri direttamente i responsabili di queste morti.
    Nonostante i media non ne parlino affatto, la Chiesa si spende tantissimo, per soccorrere e sostenere chi soffre in circostanze drammatiche come questa, non solo a parole ma proprio attraverso l’attività instancabile delle parrocchie della Caritas ed anche dei movimenti. Ritengo – se non è così mi faccia capire dov’è l’intoppo – che la Chiesa possa benissimo offrire aiuto e riparo alle vittime delle violenze e contemporaneamente promuovere un’iniziativa culturale formidabile come quella del Meeting, senza che una cosa escluda l’altra.
    Raffaele Chiarulli
    (Acquaviva delle Fonti, BA)

  • riccardo chiaberge |

    Non bastono nessuno, mi limito a segnalare le contraddizioni della nostra (mi ci metto anche io, come laico liberale, battezzato e cresimato) cultura cristiana europea e occidentale, che mi pare non soltanto in Italia, per egoismo e per paura, stia voltando le spalle ai diritti dell’uomo. Quanto all’incontro sull’Africa, non mi era certo sfuggito, ma basta guardare i nomi dei partecipanti per capire che non riguardava in alcun modo l’Eritrea, né i flussi di esuli verso il nostro paese. L’Africa è così grande…sarebbe come dire che non c’era un dibattito su Guantanamo ma si parlava di America del nord! E cosa ne vogliamo dire del fatto che un naufrago scampato a una morte atroce venga incriminato per il reato di immigrazione clandestina? Vi sembra normale, ragionevole, civile, umano, amici miei? Se tale vi sembra, se non vi viene neppure un dubbio, un rigurgitino di scrupolo morale, siamo davvero su un piano inclinato pericoloso per la nostra comune civiltà. Non mi è mai piaciuto il buonismo terzomondista dell’accoglienza indiscriminata, ma non mi piace nemmeno il cattivismo dei respingimenti indiscriminati. E hanno ragione i vescovi a metterci in guardia, sia pure esagerando con il paragone della Shoah.

  • marco stabilini |

    Riflessione veramente stimolante. Prendere i cristiani morti per bastonare i cristiani vivi…
    E quella chiusa sui Cavalieri di Malta che anzichè soccorrere i naufraghi se ne girano per Cortina con indosso cappe di zibellino? Quanto al Meeting di Rimini, chiunque c’è stato almeno una volta sa che è davvero un luogo di incontro e di amicizia tra le persone e i popoli. Sulle parole introvabili nel programma, obiettività e carità vorrebbero che si ricordasse che domenica, primo giorno di Meeting, proprio quando è uscito il Contrappunto, l’incontro più importante era sull’Africa e le sue guerre dimenticate.Questo all’autore è sfuggito. Può succedere.Cordialmente, Marco Stabilini.

  • Roberto Fabrizi |

    Il solito pistolotto di Chiaberge che piace tanto a Vernai e Co. Pazienza: continuerò ad acquistare l’edizione domenicale del “Sole24ORE”. Forse, prima o poi, leggerò l’annuncio che il ‘direttore’ dell’inserto è approdato trionfalmente e meritatamente a “Repubblica”.

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