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Carnevale futurista nel Sulcis

Ma quale recessione, quale declino: siamo un Popolo all’avanguardia, o meglio alla retro-avanguardia. Lo siamo dal febbraio 1909, data di nascita del Futurismo, e ce ne accorgiamo soltanto ora, che sono passati cento anni, e che il poeta combattente e Accademico d’Italia Filippo Tommaso Marinetti ci ha lasciati da un pezzo. Meglio tardi che mai, smettiamo di piangerci addosso. A dispetto dei tagli della finanziaria, gli assessori sono elettrizzati, dinamizzati, e non c’è comune, da Pizzighettone a Zagarolo, che non abbia in programma una mostra, evento, happening, balletto, aperitivo o cena futurista.
Segnaliamo qui di seguito le iniziative che ci sono sembrate più degne di nota.
Carnevale futurista nel Sulcis: gli operai delle fabbriche a rischio chiusura indosseranno maschere d’acciaio e di alluminio ispirate alle sculture di Depero, come gli Automi e il Gallo nucleare. Sfileranno carri allegorici dedicati al Regno della Macchina e alle «grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa».

Marinetti

Recital di aeropoemi futuristi sui convogli dell’interregionale Piadena-Parma: nelle quattro ore consuete di percorrenza, i pendolari avranno il privilegio di ascoltare tra l’altro la composizione di Marinetti dal titolo «700 km. all’ora» e le «poesie elettriche» di Corrado Govoni che esaltano la bellezza della velocità.
Balletto futurista nel terminal partenze di Fiumicino: sul palcoscenico hostess e piloti della nuova Alitalia con aeroplani di cartone disegnati da Giacomo Balla. I passeggeri in attesa causa sciopero del personale di terra potranno assaggiare «polibibite» e bocconi «simultaneisti» di Pollofiat e Carneplastico (sconti speciali per i soci Millemiglia e Freccia Alata).
Alla Procura di Catanzaro, maratona di «parole in libertà» tra Ministri, parlamentari e agenti del Sismi. I testi inediti sono tratti dagli archivi del poeta-schedatore Gioacchino Genchi.
Concerto futurista a Casal di Principe, con marchingegni di musica sperimentale di Luigi Russolo che riproducono rumori e suoni della vita quotidiana locale: mentre i «gorgogliatori» imiteranno lo sciabordio dei liquami che fuoriescono dalle discariche abusive, «ronzatori» e «crepidatori» evocheranno le festose sventagliate di mitra dei «guaglioni» di Gomorra. Scurdammoce ’o passato! Abbiamo un grande Futurismo dietro le spalle.