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Obama o No-bama? Arrivano i nuovi antiamericani

In attesa di ricompattare l’America, Barack Obama è subito riuscito a spaccare l’Italia. Missione del resto semplicissima, data la nostra inveterata tendenza alla faziosità. Il nuovo presidente non aveva ancora terminato il suo discorso sulla spianata del Campidoglio di Washington http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/americas/obama_inauguration/7840646.stm che nelle redazioni e negli studi televisivi, da Saxa Rubra a via Solferino, già incrociavano le armi due partiti contrapposti: gli Ooooh-bama e i No-bama. Quelli che fanno «Oooohh» a ogni sillaba, a ogni gesto del primo nero alla Casa Bianca e gli scettici che lo sbeffeggiano come un venditore di panzane. Mentre questi ultimi sono in prevalenza di centrodestra, i primi gravitano per lo più nell’area dell’opposizione. Assistiamo a un curioso scambio delle parti: i giornali che più inneggiano alla svolta americana sono proprio quelli che fino a ieri dipingevano gli Usa come l’Impero del Male. L’Unità di Concita De Gregorio ha strillato a tutta pagina «Il mondo è cambiato. Cambiamo con lui». E il Manifesto ha ceduto a un afflato mistico titolando: «L’avvento», come se fosse apparso il Messia. L’America è cool, l’America è di sinistra. C’è chi giura di avere visto Paolo Ferrero abboffarsi di Cheeseburger, e che molti giovani dei centri sociali abbiano fatto domanda per entrare nei marine.

Obama

E i No-bama? Il loro giovane leader si chiama Francesco Cossiga: «Poco, poco, e troppa superbia», ha bofonchiato dopo aver ascoltato le parole del presidente. «Un discorso- gospel», lo ha liquidato un annoiato Carlo Rossella. «Caro Barack, tutto qui?», ha sbadigliato Mario Giordano sul Giornale: «sembra una predica di Tettamanzi». E Giuliano Ferrara, rispondendo a un lettore, minimizza la rottura con l’era Bush: «Per adesso solo la sospensione dei processi a Guantanamo. Pochino, non crede?». Ma non ci avevano detto che l’alleato americano ha sempre ragione e che chiunque critichi la Casa Bianca è complice dei tagliagole islamici? Contrordine, ex-compagni. La bandiera dell’antiamericanismo, fino a ieri saldamente in pugno alla sinistra, è passata nelle mani di neocon e atei devoti, per lo più comunisti pentiti e reduci del ’68 che nella crociata contro il New Deal obamiano rivivono le emozioni dei cortei anni Settanta, quando sfilavano a pugno chiuso scandendo «Nixon boia» e «Fuori l’Italia dalla Nato / Fuori la Nato dall’Italia».
C’è anche un terzo partito, forse il più numeroso: i Boh?-bama. Quella maggioranza di italiani che martedì scorso, tra le 18 e le 19, stava guardando i reality e le telenovelas sulle reti Rai e Mediaset, e si è persa la cerimonia di investitura: «Barack chi? Ma che, adesso c’è pure un nero nella casa del Grande Fratello?»

  • Matteo Bottacini |

    Sono fondamentalmente d’accordo con quanto Lei ha scritto, signor Chiaberge, ma vorrei spezzare una lancia a favore del nostro centro-destra, dei teo-con italiani e degli atei-devoti della nostra repubblica, perché sono molto avanti (è un’espressione che usiamo tra colleghi di lavoro) e non si lasciano coinvolgere da sentimentalismi adolescenziali tipo “yes, we can” ma mantengono una salda visione oggettiva della politica nazionale e internazionale.
    Quanto ai commenti di Cossiga la Bibbia ci insegna ad aver rispetto dei vecchi anche se perdono il senno…

  • francesco orsi |

    caro chiaberge putrtroppo voi giornalisti e commentatori siete sempre presi da ciò che è visibile e di conseguenza monopolizzato dai media, citate sempre personaggi di cui si farebbe volentieri a meno nonchè di presunte maggioranze di popolo.Si dia il caso che esistono anche tante altre persone che su obama hanno una limpida e disinteressata (dalle mode) opinione. Il tipo di commento da lei scritto anche se vuole essere in parte umoristico, serve solo ad alimentare il narcisismo generale di chi “inconsciamente” finisce per tenere l’italia ai margini.
    con stima, francesco orsi

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