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Il teo-con non prende l’ateo-bus

La minacciata campagna in favore dell’ateismo sui trasporti pubblici urbani non allarma soltanto la Curia genovese. La concessionaria di pubblicità ha già fatto dietrofront e anche i dirigenti delle aziende tranviarie si stanno ponendo delicate questioni legali e regolamentari. Per esempio: sugli atei-bus potranno viaggiare i teo-con? Quando riconosceranno alla fermata Marcello Pera, gli autisti saranno obbligati a prenderlo su? Lo costringeranno a infilare il suo libro «Perché dobbiamo dirci cristiani» in un’apposita macchina obliteratrice, che lo renda illeggibile agli altri passeggeri? O si limiteranno a sgommare via bestemmiando?
A Milano già si discute se i futuri mezzi con la scritta «Dio non esiste» possano transitare in Piazza Duomo o se debbano attenersi al tragitto da via Carlo Marx a via Nullo, con uno stop a richiesta davanti al liceo Bertrand Russell. E molti si domandano cosa succederà a Roma, quando sulle corsie preferenziali di via della Conciliazione gli atei-bus incocceranno gli O-bus Dei della linea di autotrasporti vaticana. Daranno la precedenza o tenteranno spericolate manovre di sorpasso? E in caso di sciopero del trasporto urbano, come si comporteranno i tranvieri devoti aderenti al SanCobas? Bloccheranno i mezzi dei miscredenti, lasciando in servizio quelli con l’imprimatur della Santa Sede?
Intanto i senza Dio dell’Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti) non demordono e promettono nuove battaglie: l’Atm, nelle loro intenzioni, dovrebbe diventare «Ateiemme», e i Capolinea dei tram saranno dislocati a debita distanza dalle chiese e dagli altri luoghi di culto, per non alimentare superstiziose illusioni: non c’è niente alla fine della corsa. Né paradiso né inferno, soltanto il Monumentale. Perciò, «don’t worry and enjoy your life».
Ma non basta. Dopo i bus, la Uaar vorrebbe estendere la campagna anche agli aerei, prendendo a prestito le parole di John Lennon: «Above us, only sky». Per reazione, i Vescovi stanno meditando di boicottare la nuova Alitalia. Lo slogan sarà: «Nessun passeggero Cei sui voli Cai. Con gli atei non si va in Cielo».
La tentazione di motorizzare le idee comincia a farsi strada perfino negli ambienti governativi. Presto vedremo circolare i Julio-Tram (si legge Trèm, all’inglese), voluti dal ministro dell’economia Giulio Tremonti. Posti riservati ai possessori di social card e sulla fiancata una scritta rassicurante: «La crisi non esiste, consumate e godetevi la vita. Il biglietto lo pagherete nel 2010».