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Poveri editori, deportati a Guadalajara

Mentre Obama si prepara a chiudere Guantanamo, a Guadalajara, in Messico, si apre un nuovo campo di concentramento: la Feria Internacional del Libro. E molti, tra i detenuti, vengono dall’Italia. L’iperbole è scherzosa, ma non così lontana dal vero. Nella folta carovana di editori, scrittori, intellettuali del nostro paese presenti alla fiera (inaugurata ieri) come invitados de honor, sono in parecchi ad aver subito la trasferta come una deportazione. Tre aerei, sedici ore di volo per poi sbarcare non precisamente a Cancun o ad Acapulco, e sorbirsi otto giorni di sagra latino-americana possono essere un prezzo accettabile per gli autori in cerca di notorietà, per i prezzemolini dei siparietti letterari o per i cacciatori di vacanze a ufo, un po’ meno per chi deve far quadrare il bilancio di una casa editrice. E infatti erano anni che i governanti messicani tiravano per la giacca i signori italiani del libro, supplicandoli di venire a Guadalajara, e quelli facevano orecchie da mercante. Se era chiaro il guadagno di immagine per uno stato come il Jalisco, più noto ai trafficanti di coca che ai letterati, gli editori di un paese non appartenente all’area ispanica stentavano a vederci un tornaconto.

Guadalajara
  Bene, adesso la comitiva è partita, con la benedizione della Farnesina, e la lista dei partecipanti è lunga e variopinta. Accanto a nomi prestigiosi delle lettere, della filosofia e della scienza come Melania Mazzucco, Elisabetta Rasy, Eva Cantarella, Remo Bodei o Giovanni De Luna, colpisce l’ampia rappresentanza di I.S. (Illustri Sconosciuti) che potranno beneficiare dell’ospitalità delle autorità messicane nonché dello spontaneo e generoso sostegno dei contribuenti italiani. Quante cose ci perderemo, noi esclusi dalla Fiesta di Guadalajara! Cosa daremmo, ad esempio, per poter ascoltare l’intervento di Isabella Panfido sull’appassionante tema «Venecia es mujer», o Giorgio Antei che presenta il suo libro Caballero Andante sulla figura di Lorenzo Boturini Benaduci (viaggiatore, storiografo e archeologo italiano in Messico nel primo Settecento), oppure Antongionata Ferrari parlare di «Cuentos animados». Ed è un vero peccato non poter seguire la Conferenza magistrale del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Marco Bellingeri, sui percorsi della storiografia nel Messico moderno e contemporaneo. Speriamo che l’abbiano registrata, e che la mettano presto su Youtube. Certamente per nostra colpevole ignoranza, non avevamo avuto ancora occasione di valutare appieno i meriti di questi ambasciatori del genio italico. E non dubitiamo dell’urgenza di scommettere su un mercato in crescita come l’America latina. Perciò, Que viva Mexico! Ma quando le luci saranno spente su questo caravanserraglio, cosa resterà, dell’Italianidad, nella terra degli Aztechi?

  • antongionata ferrari |

    Buongiorno.
    Sono Antongionata FERRARI. Si ricorda?
    Ho avuto l’onore di essere menzionato nel suo articolo “POVERI EDITORI DEPORTATI IN MESSICO”… inserto domenicale del 30 nov. 08.
    Non sono sicuramente una celebrità, né un genio italico, ma ritengo di essere uno stimato ed apprezzato illustratore nel settore editoriale per ragazzi (quasi 20 anni di attività).
    Nel suo articolo, fra non citati “autori in cerca di notorietà, prezzemolini di separietti letterari e cacciatori di vacanze ad ufo”, vengo gratuitamente estratto da una “lunga e variopinta lista di I.S. (Illustri Sconosciuti)” – è una colpa? – e segnalato come uno dei rappresentanti della stessa, beneficiario di ospitalità e di sostegno a carico dei contribuenti italiani.
    Personalmente, nel suo articolo edito ben prima dell’incontro da me sostenuto alla fiera, di vero c’è solo la descrizione dei 3 aerei e delle 16 ore di volo da smaltire in 3 giorni di presenza “fieristica”. Mi piacerebbe che You Tube avesse un video relativo anche al mio incontro con i ragazzi ed i giovani illustratori presenti. Avrebbe così motivo di ridimensionare l’ironia e la presunzione che ha dimostrato citandomi (e quindi offrendomi “un’ottima pubblicità”) nel suo articolo, considerato l’apprezzamento espresso dai giornalisti presenti alla manifestazione. (lei c’era?)
    Spero che abbia il buon senso di recuperare una situazione così spiacevole e di pubblicare questa mia lettera a parziale chiarimento dei fatti da lei descritti nel suddetto articolo.

  • riccardo chiaberge |

    Io mi sono limitato a raccogliere le lamentele di importanti editori secondo i quali i costi di questa operazione supererebbero di molto i benefici. e poi, vi pare che in tempi di recessione e di austerità, quando si tagliano posti, stipendi e spesa pubblica nel campo della cultura e dell’istruzione, sia opportuno ed eticamente corretto offrire un viaggio premio a decine di scrittori, non tutti eccelsi?

  • Ugo Barbàra |

    C’è anche un risvolto polemico di cui ho raccontato su ugobarbara.blogspot.com dato che io sono tra quelli che alla fiera di Guadalajara c’è andato con Frattini

  • Lucio |

    Mi scusi, ma che male c’è se oltre ad autori arcinoti e collaudati, che forse di promozione hanno poco bisogno, si cerca di far conoscere qualche scrittore meno noto e magari giovane? Nel desolante panorama dell’editoria italiana e della promozione della nostra letteratura questa non mi sembra proprio la pagina peggiore.

  • Mario Perniola |

    Caro Chiaberge, concordo perfettamente con lei come ho potuto constatare personalmente in tempi molti recenti.
    Molti cordiali saluti
    Mario Perniola

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