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Proserpina sta bene in salotto

Proprio mentre stiamo assaporando le delizie della finanza creativa, dal mondo dell’arte si annuncia una novità ancora più gustosa: la soprintendenza creativa. Il nuovo responsabile dei Beni Culturali di Roma, Umberto Broccoli, reduce dai successi radiofonici e televisivi e autore di saggi fondamentali come Mamma Raie Telesogni dalla A alla Z, lancia l’idea di affittare ai privati un po’ di statue e altri oggetti antichi che «ammuffiscono» nei magazzini dei musei capitolini. I canoni di locazione andrebbero a rinsanguare le casse del Comune, e potrebbero essere utilizzati per la manutenzione dei monumenti. Del resto, il Louvre ha ben prestato dei pezzi pregiati all’emiro di Abu Dhabi. E col federalismo fiscale Roma non ha forse conquistato il diritto di gestirsi i propri tesori come meglio crede? Pensiero stupendo. Ma perché limitarsi ai magazzini. Suvvia, un po’ di coraggio: estendiamo il progetto anche alle opere in esposizione. Invece di abbandonarle alla neghittosità dei custodi (peraltro già nella lista nera di Brunetta), diamole in leasing alle famiglie italiane, che restano le istituzioni più solide e affidabili della Repubblica. Dopo la casa per tutti, un capolavoro in ogni casa. Pagabile in comode rate mensili.

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Già ci pare di sentire le chiacchiere nei salotti: «Ma Cicci, che bella quella copia del Ratto di Proserpina che hai in ingresso!». «No, Bubi, non è una copia. È proprio quello del Bernini. L’ho preso in leasing alla Galleria Borghese». «Ti costerà un occhio della testa…». «Oh, appena duemila euro al mese. E nemmeno in contanti. Glieli dò in azioni della Lehman Brothers». «Ma non era fallita?». «Certo, però quelli della sovrintendenza non lo sanno. Ehi, Massimiliano, cosa stai facendo con quella bomboletta? Quante volte ti devo dire che lo spray lo puoi usare solo in camera tua? Lascia stare Proserpina». «Ah ma’, e che saranno du’ graffiti… Ce stanno pure bbene, su tutto quel bianco!»

Altri cittadini dell’Urbe punteranno sui dipinti: «Filippo, un Caravaggio sarebbe ideale in sala da pranzo. Adoro il Bacchino, con quel grappolo in mano…Mi mette appetito. Pensa che invidia, il tuo capufficio, quando verrà a cena da noi». Salvo poi prendersela con la Colf filippina al primo incidente: «Evelyn, cosa sono quegli schizzi di sugo sul mio Caravaggio? Te l’avevo detto di stare attenta col Pummarò. D’ora in poi, in omaggio al sovrintendente, solo pasta coi Broccoli».

  • ugo varnai |

    Alla c.a. del signor ministro della cultura della federazione russa.
    Visto l’andamento della borsa russa (di concerto con le altre) e considerato che i risparmi verranno tutelati, con la presente prenoto la Danzatrice con le mani sui fianchi, la stessa che l’inverno scorso, a palazzo reale, girava su un piedistallo come un manichino in vetrina da benetton, mentre manine sudate le accarezzavano le fredde e immortali caviglie senza che le venisse alcuno in soccorso.
    Garantisco consono trattamento alla signorina e adeguato compenso alla federazione.
    Dasvidania
    ugo varnai

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