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La lezione di storia del prof La Russa

Dal diario scolastico 2008-2009 di uno studente del liceo «Claretta Petacci» di Salò.

Lunedì 8 settembre

Caro diario, oggi è il primo giorno di scuola, e il nuovo prof di storia, un tipo barbuto di nome La Russa, ci ha spiegato l’armistizio del 1943 e la Repubblica sociale, che aveva stabilito la sua capitale proprio nella nostra città. L’Italia era spaccata in due. Il prof ha detto che dobbiamo ricordare non soltanto i partigiani, ma anche i repubblichini: «Altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia».

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Poi è venuto a trovarci il preside, Giorgio Napolitano, e ha parlato della speranza di libertà e di giustizia «che condusse tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane». E del senso del dovere, della fedeltà e della dignità «che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l’adesione alla Repubblica di Salò». A chi dobbiamo dar retta? Il preside a me sta più simpatico, ma il professore è quello che ci interroga e ci dà i voti. Insomma, l’anno comincia maluccio…

Giovedì 11 settembre

Oggi è venuto in classe il vicepreside, prof Silvio Berlusconi, e ha fatto un elogio di Italo Balbo, il gerarca fascista con la passione del volo, spedito dal Duce a fare il governatore in Libia: «Balbo in quel Paese – ha detto – fece cose egregie, cose buone. La colonizzazione italiana ha avuto anche aspetti positivi». La più bella della classe, reduce dal concorso di miss Linea Gotica (giuria presieduta da Erik Priebke), ha alzato la mano: «Ma allora perché abbiamo dato tutti quei soldi di risarcimento a Gheddafi?». Con la scusa di una zanzara che lo infastidiva, il vicepreside se n’è andato sbattendo la porta.

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Sabato 13 settembre

Il prof La Russa è ammalato, e oggi è arrivato il supplente, uno spilungone che si chiama Gianfranco Fini. Per prima cosa ci ha fatto fare un tema: «Partigiani e ragazzi di Salò». Noi, diligentemente, abbiamo scritto che vanno onorati allo stesso modo. Lui si è infuriato e ha dato l’insufficienza a tutti: «Non bisogna equiparare chi sta da una parte e chi dall’altra – ha spiegato –. I resistenti stavano dalla parte giusta mentre i repubblichini combattevano per una causa sbagliata». Chi ci capisce qualcosa è bravo… Sapete che vi dico? Se continua così, quasi quasi cambio scuola.

  • Angelo Paratico |

    Per Giovanni
    E’ vero che c’erano unita’ tedesche in Italia prima del 8 Settembre, erano da noi per sostenere il regime che dava evidenti segni di crollo, cosa che i tedeschi sapevano bene.
    Pensavo intendesse l’invasione tedesca del 1943. Fu Hitler che offri’ queste truppe a Mussolini e il re, come sempre faceva, ratifico’.
    Non ho mai sentito dire che Matteotti venne assassinato per volere del Re, ma ho sempre pensato che sia stata l’estrema destra del fascismo, senza che Mussolini ne fosse a conoscenza. Come ha scritto il grande giornalista e socialista Carlo Silvestri. Oltretutto non doveva essere un assassinio, ma una violenta intimidazione, andata male a causa della sua coraggiosa reazione.

  • Angelo Paratico |

    Caro signor Paolo
    Grazie per la sua cortese risposta. E’ sempre molto interessante confrontarsi con chi la pensa diversamente.
    Allora, la mia tesi iniziale e’ che oggi a sinistra non si parla abbastanza dei crimini del passato che originano dalla propria ideologia, mentre a destra ci si fustiga pubblicamente.
    Eppure esistono regimi di sinistra che stanno ammazzando i propri cittadini, ora, mentre scriviamo e che sono la negazione della Civilta’ e della Democrazia, fra la poca attenzione generale: Corea del Nord, Cina, Laos e via dicendo.
    Ricorda le continue marce contro i colonnelli greci e cileni, percepiti come fascisti? non vedo una simile mobilitazione contro questi regimi di sinistra.
    Non capisco ancora il suo esempio di Rosa Luxembourg, perche’ la ritiene una prova della diversita’ di vedute a sinistra? Era una filo bolscevica che venne assassinata da militari tedeschi nel 1919 e poi venne trasformata in una icona dai suoi compagni. Non dimostra nulla, a mio parere. Ma confesso di non essere un conoscitore della Luxembourg, credo pero’ che stesse scherzando con il fuoco, anche se e’ comprensibile che in quegli anni ritenesse che la via scelta da Lenin fosse la migliore possibile, perche’ pareva a molti una grande dottrina socioeconomica. Pero’ quello era un periodo terribile, al termine del blocco alimentare imposto sulla Germania dalle potenze alleate, fra le quali l’Italia, per costringerla a firmare l’iniquo trattato di Versailles. 800mila tedeschi morirono di fame in 3 anni, un crimine orrendo che fu la culla del nazismo e di Hitler.
    Anche il fatto che il comunismo reale non sia stato messo in pratica dai suoi ideologi, Comune di Parigi a parte, pur vero, non mi sembra indicativo di un dibattito interno. Anche la rivoluzione francese e’ stata attuata da un Robespierre e un Danton, mentre i suoi padri filosofici erano stati Voltaire e Rousseau. Cio’ che voglio dire e’ che esistera’ sempre un dibattito, a livello ideologico, a sinistra perche’ il comunismo e’ una ideologia che ha radici antiche (Sparta, addirittura, restando alla Luxembourg) ma non vedo un dibattito aperto e una franca ammissione di colpe sulle sue aberrazioni di chi e’ stato parte attiva di quella ideologia.
    Non ho niente contro i socialisti che son sempre stati socialisti, anzi. In quanto alle cifre dei morti su Etiopia e via dicendo che lei snocciola per Giovanni, le ricordo che il tutto, purtroppo, va rapportato agli standard di quei tempi. Senza con questo voler assolvere nessuno.
    Questo non e’ un blog schierato, tuttaltro, vi si puo’ discutere liberamente, senza censure.
    A.P.

  • paolo |

    Caro Giovanni lei la storia la racconta così. Mi permetta di dirle visto che rivendica il suo essere fascista, che questo è negazionismo storico.
    Inoltre essendo lei un dotto laureato e io no, dovrebbe conoscere l’importanza delle fonti.
    Dire l’ha detto il figlio, anche loro hanno detto che… non è una rigorosa ricerca storica, ma una facile soluzione a questioni complesse. La storia per sentito dire.
    Citando la fonte ovvero la BBC e un documentario “the fascist legacy”
    Ecco cosa facevano i bravi fascisti, non ancora alleati di un certo adolf hitler. In Etiopia ad esempio.
    Massacri di civili, distruzione di interi villaggi, eliminazione delle élite intellettuali e politiche, uso di armi chimiche, distruzione delle colture e del bestiame per ridurre alla fame la popolazione, deportazioni e campi di concentramento con una mortalità che arrivò sino al 50% degli internati. Una serie di orrori,con un bilancio di morti, arrotondato per difetto, di 300.000 etiopi, 100.000 libici, 100.000 greci e 250.000 jugoslavi. (2) La prima parte, intitolata A Promise Fulfilled (Una promessa mantenuta), documenta questi crimini analizzando quanto avvenne in Etiopia e Jugoslavia. Gli episodi e i luoghi più significativi di questi crimini vengono ripercorsi affiancando alle immagini dell’epocail racconto di testimoni oculari e il commento di alcuni autorevoli storici, fra cui Angelo Del Boca, Guido Rochat e lo jugoslavo IvanKovacic

  • riccardo chiaberge |

    Gentile Signor Giovanni, non capisco in che senso ritenga il mio blog “schierato”. Possono intervenire (e stanno intervenendo, in particolare, su questo tema) persone di tutte le tendenze. Io non censuro nessuno. Certo, mi permetterà di dire la mia. Se dessi ragione a lei e torto a quelli che la pensano in maniera opposta, cesserei di essere fazioso? Quando la smetteremo di ragionare in termini di tifoserie contrapposte, per guardare ai problemi reali del Paese, e cercare di risolverli pragmaticamente? un cordiale saluto, rc

  • Giovanni |

    Per il signor Paolo, io non le ho dato dell’ignorante mentre lei lo ha fatto. Per sua informazione io mi sono laureato in scienze politiche in storia contemporanea con una tesi sulla politica estera di Napoleone III e con un professore che è stato allievo di De Felice. Le suggerirei di leggere i diversi testi di De Felice sul Fascismo che faccio notare non era neanche di destra, come non lo è di certo Giampaolo Pansa. Comunque dato che mi sembra di capire che questo è un blog schierato non interverrò più (e la cosa mi dispiace perchè ritenevo sia il sole 24 ore che il blog di Radio 24 meno faziosi) con buona pace del signor Paolo e degli altri antifascisti che si dicono democratici.

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