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La nuova sfida di Amazon agli editori

Jeff Bezos li ha avvertiti, parlando a una fiera a Los Angeles, non più tardi di una settimana fa: «Rassegnatevi, siete condannati all’estinzione». E i dinosauri hanno sentito un brivido nella schiena. Dopo essere stato a lungo la bestia nera dei librai, il fondatore di Amazon si prepara a sferrare l’attacco finale al cuore dell’editoria. È solo questione di tempo: ben presto il vecchio libro cartaceo, dopo cinque secoli di felice esistenza, annegherà nell’oceano del digitale. I versi di Dante e Shakespeare, le pagine di Tolstoj scorreranno, liquide e immateriali, sullo schermo di un lettore portatile, non molto più grosso di un i-Pod. Gli editori restano scettici: quante volte è stata annunciata l’alba dell’e-book, e siamo ancora qui ad aspettarla? La gente sta davanti al computer tutto il giorno, non ha certo voglia di leggere sul video anche i romanzi. Preferisce sfogliarli come ha sempre fatto.

Bezos
Ma Kindle, il nuovo gingillo di Amazon che per ora non funziona in Italia, non ha uno schermo retroilluminato, utilizza una tecnologia chiamata «carta elettronica», con particelle di inchiostro che simulano la pagina stampata. E nella sua memoria può contenere fino a 200 volumi.

Conosco gente che quando parte per le vacanze si riempie la valigia di libri e altri che per viaggiare leggeri strappano un pezzo dell’ultimo Ken Follett (il resto lo leggeranno quando tornano). Adesso basterà mettersi in tasca il Kindle con dentro tutta la biblioteca di casa. L’offensiva di Bezos coglie l’industria editoriale americana in un momento critico, con clamorose dimissioni di manager potenti come Jane Friedman, che ha lasciato la guida di Harper Collins pochi giorni fa, o Peter Olson, allontanato bruscamente dal vertice di Random House. Segnali di nervosismo da parte dei padroni tedeschi di Bertelsmann, più attenti ai profitti immediati che alle strategie editoriali di lungo periodo. I costi della carta, della stampa e della distribuzione lievitano. Il bestseller di Kindle di questa settimana, le memorie di un ex-portavoce della Casa Bianca, si può scaricare online in meno di un minuto per soli 9,99 dollari. La versione cartacea costa 15,37 dollari su Amazon. I consumatori, sempre più attenti ai prezzi, potrebbero cedere alla tentazione digitale. Per gli editori l’Economist prevede lo stesso destino dell’industria discografica, con i clienti onesti che pagano e i pirati che scaricano gratis i testi , in barba ai diritti d’autore. Ma se musicisti e cantanti hanno pur sempre la valvola di sfogo dei concerti, gli scrittori possono andare al massimo al Festival di Mantova: e lì nessuno è disposto a sborsare 345 euro come per ascoltare Céline Dion. Il paradiso di Bezos può attendere.

  • Angelo Paratico |

    Questi discorsi di Bezos ricordano quelli che sentivo fare qualche decennio fa sugli orologi al quarzo. Pareva che la chiusura di case come Rolex, Blancpain e Petek Philippe fosse dietro l’angolo, ma ora, invece, sono ambitissimi.
    C’e’ un fattore che Bezos non tiene in considerazione ed e’ la caducita’ di tutto quanto e’ elettronico. I floppy disk sono gia’ pressoche’ spariti e comunque avevano una vita media di cinque anni. Hard disk e DVD durano in media 7-10 anni.
    Un libro ben stampato dura migliaia di anni, se ben tenuto ed e’ un bell’oggetto.

  • isabella |

    Acquistare i libri on line è davvero comodo. Vero anche che non è come sfogliarli, ma in compenso puoi leggere le recensioni dei lettori, e se non ti ritieni l’unico depositario della verità possono aiutarti nella scelta. Puoi con un clic ordinare libri introvabili e riceverli in poco tempo.
    Lo sa Marco che i libri al Supermercato si comprano con i Buoni pasto aziendali? pane per lo spirito. Peccato la scelta sia in genere limitata a quei titoli reclamizzati fino alla nausea, quanto deodoranti e detersivi. E se ricevessimo anche dei Buoni libro a fine mese da spendere in libreria? ah già,dimenticavo, sarebbe un’indebita imposizione a leggere e un’intrusione dello Stato nel privato.
    Certo accomodarsi sul divano con uno schermo leggerissimo, senza neanche dover voltare le pagine! E uno studente non dovrà portare più con sé chili di dizionario per il compito di greco. Ma non potrà più neanche passare al compagno il ‘bigliettino’ risolutore e poi… le librerie, di legno o in pvc, piene di volumi, letti troppo o poco, un po’ in disordine, sono così piacevoli.
    La vera sfida da proporre sarebbe eliminare le fotocopie, nemiche incontenibili delle librerie. Vai a capire perché troviamo sempre qualcosa di utile da fotocopiare. Molti le detestano ma tutti le usiamo. Se quei signori di Amazon inventassero un micro-scanner del costo di un telefonino, da incorporare all’orologio da polso, per catturare durante la giornata quelle poche pagine di cui temporaneissimamente non riusciamo proprio a fare a meno e che poi non riusciamo ad eliminare….

  • LordMax |

    Mi spiace per entrambi ma la situazione non è così disperata.
    Se un ebook reader cade non ha maggiori possibilità di rompersi di un cellulare e se si bagna può salvarsi (un libro meno). Lo si può ricaricare con piccoli pannelli solari portatili ed addirittura con caricabatteria a manovella.
    Inoltre con la tecnologia e-ink il lettore è esattamente come un foglio di carta, non è retroilluminato e non fa male agli occhi come lo schermo di un pc.
    Vi consiglio un giro su http://www.simplicissimus.it per vedere cosa si può avere oggi in Italia perfettamente funzionante e senza i lucchetti del kindle o del sony.

  • Marco P |

    Sottoscrivo quanto scritto (elettronicamente) da faustoTorpedine.
    Anche se pure in una baita si avrà energia…
    Piuttosto: gli effetti sugli occhi? Leggere un ebook costa più fatica agli occhi e alla testa che leggere su carta con illuminazione alle spalle.
    Il PC non è fatto per un uso con luce alle spalle, i libri non sono fatti per essere fruiti con una luce di fronte.
    Probabilmente il cambio di cultura avverrà quando la gente preferirà comprare un libro via Internet piuttosto che vederlo e sfogliarlo in libreria o nei supermercati.
    Già oggi l’acquisto al supermercato è indicativo di una scelta veloce, non certo quella che si fa in una libreria.
    Una volta che si accetta di comprare elettronicamente, è possibile che si diffonda anche la consegna del libro in formato elettronico.
    Meno carta e più contenuto. Oggi si digitalizzano le bollette, prima o poi succederà anche coi libri… E un metro quadro di spazio libero in casa ha un valore monetario non indifferente.

  • faustoTorpedine |

    duecento libri nello spazio di uno è allettante, ma i problemi più insidiosi di questi aggeggi sono anche i più banali, di gestione spicciola: una caduta non fa niente al libro, un acquazzone lo ammolla ma in entrambi i casi un ebook è morto, e non c’è niente di più triste che una settimana in una baita senza elettricità, quando piove e l’ebook è scarico… e ai miei amici cosa regalo, il file del libro che mi è tanto piaciuto?

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