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Sull’aereo, dopo il cellulare, la friggitrice?

Ancora non sappiamo chi governerà l’Italia né chi salverà Alitalia: se Air France o una cordata di imprenditori padani o una di sherpa nepalesi guidati da Messner (Altissima, Purissima, Scassatissima!). Ma sappiamo fin d’ora cosa farà la compagnia di bandiera (o sbandierata) per rendere più confortevole la permanenza a bordo dei passeggeri. Tanto per cominciare, mancano solo sei mesi al sospirato sdoganamento dei cellulari, che grazie a una direttiva Ue potranno restare accesi durante il volo, eccetto che in decollo e in atterraggio. I tecnici hanno deciso che non interferiscono con la strumentazione di bordo, ma soltanto con le cellule nervose degli umani. E pazienza. Del resto, assuefatti come siamo al frastuono, non riuscivamo a tollerare quel silenzio in cabina, tutti assorti nella lettura dei giornali, solo qualche cicaleccio tra colleghi e gli annunci di rito delle hostess: un mortorio. Adesso sarà come in treno, dove tutti urlano con qualcuno che non sta lì.

Laereopiupazzo
Certe compagnie aeree già mettono le mani avanti: si potranno solo inviare e ricevere messaggi, e il telefonino andrà tenuto in modalità silenziosa. In Italia questa linea non passerà mai. Che gusto c’è a portarti il cellu in aereo se poi non te lo lasciano squillare? Abbiamo appena scaricato la suoneria della Bella Topolona, il Gattodrin e la sigla del Tg5. E vuoi mettere il tormentone di Giuseppe Povia «ti amo la amo ti amo la amo ti amo…è vero, è vero, è vero!». Un sottofondo ideale mentre si sorvolano le Alpi o l’Appennino. E poi, perché limitarci ad ascoltare uno solo dei due interlocutori? Vai col vivavoce: che tutti sentano in diretta la suocera che racconta l’intervento alla cistifellea, e Samantha che dall’ufficio riferisce sull’andamento di quella famosa pratica. Del low cost non sappiamo che farcene: ora pretendiamo voli High Noise. Anche l’Ipod deve uscire dal solipsismo degli auricolari. Gli assistenti di volo incoraggeranno i passeggeri più timidi ad accendere gli amplificatori per far apprezzare ai vicini qualche rilassante brano di musica techno, mentre i ragazzi con la Playstation potranno sparare a manetta «Superman Returns». Ma non si può nemmeno escludere l’impiego di altri dispositivi, come il rasoio elettrico o il phon (metti che uno sia uscito di casa coi capelli bagnati). E visto che il cibo in volo scarseggia, sarà presto consentito portare a bordo un macinacaffé, un frullatore (con la pressurizzazione, la maionese non fa i grumi) e magari una friggitrice per i fish and chips: ma solo in prima classe dove c’è la cappa aspirante. Assolutamente proibiti, invece, i libri. Verranno sequestrati dagli steward e subito liquefatti nel solvente chimico della toilette. La lettura interferisce con la strumentazione mentale, e il fruscio delle pagine potrebbe infastidire gli altri passeggeri.

  • i.gianni |

    Gentile Liberale88, liberalizzare significa rimuovere la tutela statale, ma non mi sembra ve ne sia sull’uso dei cellulari. Il divieto in aereo era stato fondato sulla sicurezza. Come in prossimità delle strumentazioni medico-sanitarie, del resto. Speriamo non si decida di ‘liberalizzarne’ l’uso in sala operatoria!
    Il cellulare-passivo non è meno dannoso del fumo omonimo, secondo me. Chi si augura carrozze trenitalia senza cellulari chiede la tutela statale della propria quiete. Non vorremmo chiedere ai telefonisti, come ai fumatori, di scendere dal treno per poter parlare con il loro capo o con la suocera. Semplicemente non vogliamo essere obbligati a conoscere né l’uno né l’altra.
    Un sogno. Una carrozza dedicata a chi ha detto tutto, già prima di partire, sia al capo che alla suocera.
    All’ingresso una vetrofania di avviso del tipo ‘Silenzio, Sala Lettura’, o con la scritta universale e di comprensione più immediata e univoca per tutti i patiti del cellulare: ‘Siamo in Riunione’.

  • liberale88 |

    mi sembra un’ottima iniziativa quella di liberalizzare l’uso dei telefonini.

  • i. gianni |

    Gentile dr. Chiaberge,
    il Sig. Roberto, anche lui viaggiatore trenitalia, frastornato da squilli di cui farebbe volentieri a meno, scrive citando il nord Europa, dove si viaggia liberi da cellulari. Ciò mi spinge a curiosare tra i documenti di casa nostra. Sul sito di un noto quotidiano trovo, risalente al 30 gennaio 2007,ex-governo ormai, un articolo:
    “Il ministro Bianchi dice sì a vagoni per i viaggiatori senza cellulare. Le Ferrovie stanno valutando l’eventuale impatto dell’iniziativa sugli utenti….. arrivano le “carrozze del silenzio” …Riservare alcune carrozze dei treni per i viaggiatori che non vogliono essere disturbati dai trilli dei cellulari. …La precisazione è in risposta ad un’interrogazione del deputato di Forza Italia Enrico Costa, che chiedeva di dare seguito all’indagine di mercato avviata dalle Ferrovie in merito all’introduzione di specifiche carrozze …etc.” Non immaginavo.
    Quindi se si tentasse una sollecitazione del provvedimento contro trillo selvaggio, si potrebbe ricevere attenzione a sinistra come a destra, visto che – fatta eccezione per i vertici – il buon gusto non sembra essere di parte. Non disperiamo.

  • roberto |

    Caro Direttore
    Il suo contrappunto di domenica scorsa mi ha profondamente colpito.
    Potrebbe sembrare una esagerazione questa mia affermazione visti i tempi che corrono e le ben più gravi preoccupazioni che comportano ma il mio stupore sulla possibilità, a quanto lei scrive sulla oramai certezza marchiata UE, che venga liberalizzato l’uso del cellulare sugli aerei, è grande.
    La spiritosa e arguta disquisizione che lei fa seguire a questa anticipazione mi ha fatto riflettere sulla deriva della nostra “bella” società piena di gadget e di comodità che, in definitiva, si trasformano poi in veri elementi di “tortura”.
    O almeno è in tal modo che io percepisco la presenza, assolutamente obbligata, di qualcuno a mio fianco con il famigerato cellulare costantemente in uso che per tutto il tempo mi mette al corrente di ogni suo fatto personale, impedendomi di aver uno spazio tutto mio in cui leggere, pensare o solamente dormicchiare.
    È possibile traversare il globo in poche ore e, tra non molto, fare una vacanza straordinaria nello spazio e, perché no, sulla Luna!
    È possibile avere notizie da tutto il mondo tramite Internet, captare i programmi televisivi del più remoto Paese, telefonare al lontano parente in Australia dalla panchina del parco comunale.
    È possibile ottenere tutto ciò tramite un click sul proprio pc.
    Solo quel maledetto chiacchiericcio che ti penetra nel cervello non si può interrompere!
    Nel paesi del nord-Europa ho sentito che nei treni hanno riservato alcune carrozze “cellular-free” per chi, e sono sempre di più, sta diventando insofferente a questa forma di frastuono.
    Ma al contempo si liberalizza l’uso del telefonino sull’aereo!
    Provo orrore ad immaginare un volo intercontinentale nelle stesse condizioni provate in alcuni dei miei recenti viaggi in treno in cui, se non altro, ci si può spostare (e avere un attimo di sollievo!) con una facilità non sempre riscontrabile in aereo.
    E il cosiddetto“buon senso” , che eviterebbe ogni forma divieto, purtroppo sta diventando merce sempre più rara…

  • raffaella mottola |

    Egregio dottor Chiaberge,
    un testo che ho sempre accanto al mio computer inizia con le parole: “Va tranquillamente attraverso il rumore e l’agitazione e ricorda quanta pace può esservi nel silenzio”.
    E mi è sembrato molto significativo il titolo dell’ultimo libro di Gillo Dorfles: “Horror pleni”.
    Ma il testo sopra citato continua anche dicendo: “Tu sei un figlio dell’universo così come gli alberi e le stelle; tu hai il diritto di essere qui. E che ti sia chiaro o meno, non c’è dubbio che l’universo si muove secondo le sue regole”.
    Dobbiamo, dunque, rassegnarci?
    Raffaella Mottola

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