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Aumann: quando Dio è in minoranza

Narra il Talmud che un consesso di rabbini non riusciva a trovare l’accordo su una certa questione. Uno di loro, Rabbi Eli’ezer, aveva un’opinione diversa dagli altri, ma non ammetteva di essere in minoranza: «Se ho ragione – disse – che l’acqua dell’acquedotto scorra all’indietro». E infatti – miracolo! – l’acqua risalì la collina. Ma gli altri saggi scossero la testa: «Peccato, Eli’ezer, la legge non è determinata dal modo in cui l’acqua scorre, ma dall’opinione della maggioranza». Il dissidente non mollava, chiese altri miracoli e tutti si realizzarono. Il Cielo era dalla sua parte, gli uomini no. Alla fine, uno dei rabbini interpellò il profeta Elia in persona, chiedendogli: «Come ha reagito il Signore al fatto che la sua idea venga respinta dai saggi sulla terra?». Elia rispose: «Ci ha riso su e ha detto: "I miei figli mi hanno battuto!"».

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A raccontare questo apologo è il premio Nobel per l’economia Robert Aumann (nella foto) nel libro-intervista sulla Teoria dei giochi che sta per uscire dalla Morcelliana (Razionalità, Cooperazione, Conflitto, a cura di Enrico Minelli). Aumann è un ebreo osservante, e il tema religioso ricorre di continuo nella conversazione. Come si concilia la tua fede con una visione razionale del mondo, con l’attività di uno scienziato? gli domanda l’intervistatore. Ed ecco la spiazzante risposta: «La religione è molto diversa dalla scienza. La componente più importante della religione non ha a che fare con il modo in cui noi modelliamo il mondo reale. La religione è un’esperienza emotiva ed estetica. Non ha a che vedere con il fatto che la terra sia o meno vecchia di 5.755 anni. Fare passeggiate in montagna, sciare, ballare, allevare i tuoi figli, tu fai molte cose che sono indipendenti dalla tua ricerca scientifica. E questo è quel che succede anche con la religione. È una dimensione diversa». La civiltà giudaico-cristiana si fonda proprio su questa distinzione. La lettura dei Testi Sacri nutre la mente e l’anima, aiuta a non perdere le radici: e bisogna cominciare presto, dai banchi delle elementari se non prima. Ma scambiare il Genesi per un trattato scientifico è una rovinosa idiozia. Yahweh, o chi per Lui ha dettato quei testi, sarebbe il primo a sorriderne. Sono i fondamentalisti, purtroppo, a non conoscere il sorriso. Il killer armato di kalashnikov che ha seminato la morte nella scuola rabbinica di Gerusalemme non ha certo letto il Talmud. E il suo Dio non ammette di avere torto.

  • Giur |

    A scanso di equivoci: non desidero una chiesa ridanciana o superficiale che per questo si esponga al rischio del ridicolo, come teme il Sig. Traboni. Ciò a cui mi riferivo commentando l’articolo di Chiaberge è un ridere per così dire serio, capace di svelare la complessità/poliedricità del reale. Mi pare importante imparare a guardare le cose da punti di vista diversi, accedere ai fatti non solo dall’ingresso ufficiale, ma anche dalle entrate di servizio che sono sul retro. In questo senso, la risata intelligente conduce a nuove scoperte, aiuta ad avere occhi nuovi e a ridimensionare tante questioni.
    Giovanni Giuranna – Paderno Dugnano (MI)

  • Igor Traboni - Frosinone |

    Al signor Giovanni Giuranna: Io ho solo una preoccupazione – e chiedo scusa a Chiaberge se magari si va un po’ fuori il seminato – ed è questa: se la chiesa davvero ridesse di più, chissà in quanti direbbero che la chiesa… ride, fino a dire che la chiesa è ridicola. Una preoccupazione che esprimo da ultimo dei cattolici.
    Igor Traboni
    Frosinone

  • i.gianni |

    La legge determinata dalla volontà della maggioranza, anche di fronte ai miracoli. Un richiamo forte alle regole laiche della convivenza civile.
    Il sorriso di Dio.
    In uno dei suoi film, all’invito del parroco partenopeo che gli chiede di partecipare al pellegrinaggio, per andare a vedere il miracolo della “statua della madonna che piange”, Troisi rispondeva che avrebbe preferito vedere il miracolo della madonna che ride, non sarebbe stato miracolo minore, anzi.
    Se qualcuno vuol sorridere:

  • Giur |

    Sono un insegnante di religione di Milano. Grazie per l’articolo di oggi che secondo me tocca un aspetto fondamentale dell’esperienza religiosa. Dio ride più di quanto possiamo immaginare. Da buon cattolico non smetto di sperare che, prima o poi, un papa scriva finalmente un’enciclica sull’esperienza del ridere (Dio ride, la chiesa deve imparare a ridere di più, et similia). Chissà…
    Cordialmente,
    Giovanni Giuranna – Paderno Dugnano (MI)

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