Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

La marea rosa e i “modi bruschi”

Ciao maschio. L’antropologo Franco La Cecla ha ottime ragioni per
sollecitare  una ridefinizione  della mascolinità. A insidiare il
modello economico e sociale basato su quelli che lui chiama, nel suo
ultimo pamphlet, i Modi bruschi (Elèuthera), muscoli,
trivelle e motori rombanti, non è solo la marea nera del golfo del
Messico, ma una marea di altro colore e all’apparenza più benigna: la
marea rosa. Sul mensile «The Atlantic», Hanna Rosin rivela http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2010/07/the-end-of-men/8135 che le
cliniche americane della fecondazione assistita, dove è possibile
predeterminare il sesso del nascituro, sfornano molte più femmine che
maschietti. Con grande scorno del dottor Ronald Ericsson, il biologo
che negli anni Settanta del secolo scorso aveva inventato una tecnica
per separare gli spermatozoi portatori del cromosoma Y (maschile) da
quelli col cromosoma X : lui, che andava in laboratorio con stivali e
cappello da cowboy e aveva prestato il suo ranch in South Dakota per
fare da sfondo agli spot di Marlboro Country, forse sognava le nidiate di «maschi alfa» del Mondo Nuovo di Huxley.

E invece no. Se nelle provette gli Y nuotano più agili verso l’obiettivo, i futuri
genitori vogliono dare una spintarella alle X. E quasi sempre è la
madre a decidere.  Speriamo che sia femmina, come in quel
vecchio film di Mario Monicelli. Soltanto pochi mesi fa, una copertina
dell’«Economist» lanciava l’allarme per le «missing girls», cento
milioni di bambine mai nate nei paesi asiatici dove impera l’aborto
selettivo. Un vero e proprio Gendercide, un olocausto di
genere che ha fatto indignare molti commentatori. Qui siamo
all’estremo opposto, ma seppur più limitata e
meno cruenta , sempre di selezione si tratta. Selezione politicamente
corretta: si restringe la metà del cielo che negli stereotipi correnti
rappresenta il male e il dominio, così nessuno protesta. Stiamo
parlando, si capisce, di situazioni lontanissime: alle società ancora
in larga parte rurali della Cina o dell’India servono braccia robuste,
nella civiltà dell’i-Pad contano altre doti, come l’abilità
comunicativa e l’attitudine alla mediazione, più diffuse tra le
ragazze. L’importante è che, dismessi dai maschi in ritirata, i «modi
bruschi» non vengano opzionati dalle nuove matriarche della marea
rosa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Luigi Spina |

    Caro Chiaberge,
    ho solo un anno più di lei e sono contento di condividere con lei una pensione anticipata, fortemente voluta. Dopo poco più di 40 anni di servizio come professore di filologia classica alla Federico II di Napoli, sono in pensione dal primo novembre scorso, molto felice di poter continuare a leggere, scrivere, mantenere contatti di ricerca al di fuori di ogni grigiore e decadenza della istituzione universitaria.
    Ma voglio farle intanto i miei auguri di proseguimento di attività, ringraziandola per la bella impresa del domenicale, punto di riferimento di informazioni e riflessioni varie e davvero non acquiescenti.
    Quando fu proposto dal domenicale di intuire l’ossimoro lasciato inespresso da Giuseppe Pontiggia, ebbi l’onore della prima pubblicazione con ‘la vita eterna’, che ha riscosso un certo successo.
    Ora, per salutarla e ringraziarla, non posso che auspicare per lei, ancora ossimoricamente, ma con forte preoccupazione per i tagli sempre in agguato, una ‘solida liquidazione’.
    un caro saluto
    Luigi Spina

  Post Precedente
Post Successivo