16 maggio 2010 - 17:28
Quanto valgono i marmi del Partenone? Quanti fantastiliardi di
sterline dovrebbe sborsare il governo britannico per tenerseli al
British e chiudere un contenzioso che dura da due secoli? Che razza di
domande sono, risponderebbe un greco: vi sembra il momento di
scherzare? Ma la provocazione lanciata, sul Figaro, dal critico d'arte
francese Adrien Goetz, rischia di essere presa sul serio da qualcuno.
Il povero Papandreou non sa più cosa inventarsi per rimediare agli
imbrogli del suo predecessore, e gli inglesi sono talmente pragmatici
che hanno affiancato al Premier un Seconder, chissà che
uno dei due non ci faccia un pensierino. Con tutti i loro debiti,
ricorda Goetz, i governanti di Atene non hanno badato a spese per il
nuovo museo dell'Acropoli inaugurato l'anno scorso, nel quale i fregi
e le sculture asportate da Lord Elgin sono state rimpiazzate da
calchi. Se ora Cameron e Clegg facessero un generoso bonifico ad Atene
per il possesso degli originali, darebbero un bello schiaffo a quei
rompiscatole che ne reclamano la restituzione. «Une idée atroce»,
un'idea atroce, la definisce per primo il critico francese. Niente più
che una boutade, taglia corto l'archeologo Salvatore
Settis ai microfoni di Radio 24. Forse Goetz pensava di vendicare il
connazionale Fauvel, viceconsole ad Atene ai tempi di Elgin, che fu
arrestato dai turchi per le sue fregole collezionistiche. Ma la
genialata può diventare un boomerang per il governo francese: dopo le
metope del Partenone, quegli ingordi di ateniesi vorranno farsi pagare
la Nike o la Venere di Milo che stanno al Louvre.
E pure noi italiani, a pensarci bene, qualcosina potremmo pretendere. Dopo Waterloo il
bottino di Napoleone mica ce l’hanno restituito tutto. Le Nozze
di Cana di Paolo Veronese, per esempio, sono ancora a Parigi, e
all’isola di San Giorgio ci dobbiamo accontentare di un facsimile. E
vogliamo parlare della statua romana del dio Tevere? Va bene che
allora apparteneva al Vaticano, ma quelli hanno già l’8 per mille.
Insomma, se la crisi avanza, invece di mettere le mani in tasca agli
italiani, mettiamole in saccoccia a Sarkozy, che avendo sposato Carlà
è nostro parente d’acquisto. Facciamogli pagare i «Louvre bond», i "Napoleon bond".
Attenzione: bond ha la b minuscola, e non finisce per i.
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