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In bici a Pompei, agli Uffizi coi roller

Dalle bighe alle bike. Sui lastricati di Pompei, dove duemila anni fa scarrozzavano i cocchi dei patrizi, adesso pedalano i turisti. È l'ultima pensata del commissario straordinario Marcello Fiori, già braccio destro di Bertolaso alla Protezione Civile, che supplisce alla secolare pigrizia del Vesuvio con una pioggia incandescente di iniziative. E con marinettiane colate di cemento che fanno inorridire i talebani della conservazione. La prima ciclabile, di circa 5 km è stata inaugurata ieri e va da Piazza Anfiteatro a Villa dei Misteri, lungo le mura perimetrali della città romana. Si potrà andare in bici a visitare le nuove Domus e i cantieri aperti, tra cui quello della Casa dei Casti Amanti e il Teatro Grande invaso da bob kart, ruspe e cavi, in vista del concerto di Muti del 10 giugno. Il noleggio della bicicletta, completa di casco, è incluso nel biglietto. Se preferite potete portarvi la vostra, tanto Pompei è diventata friendly, un angolo di Svizzera nel cuore di Gomorra: non c'è neppure bisogno di mettere il lucchetto. Nel corso della visita è possibile degustare vini tipici dell'area vesuviana, ma prima di rimontare in sella sarà bene sottoporsi all'alcol test. Tra le altre novità allo studio, spade di plastica in regalo ai bambini per giocare ai gladiatori nell'anfiteatro. Rigorosamente riservata ai maggiorenni, invece, la casa del Menandro, dotata di terme private, saune e vasche jacuzzi, con massaggiatrici brasiliane in tunica (ma anche solo perizoma e mamillare dietro pagamento di una modica tassa di soggiorno).
Scavi-pompei_1

L'esempio dell'intraprendente commissario non poteva rimanere isolato. Se a Pompei si va in bici, a Roma i Fori saranno presto aperti alle moto: testimonial d'eccezione, l'attore e regista Christian De Sica con Belen sul sellino posteriore. In omaggio ai visitatori elmo dorato e corazza con airbag indossabile. La Valle dei Templi di Agrigento diventerà il paradiso dei free climber, con sentieri attrezzati su sproni rocciosi e colonne doriche. E il corridoio vasariano degli Uffizi ospiterà gare di rollerblade tra gli allievi delle medie inferiori. La prima in settembre, auspice il ministro Gelmini che spiega: «La scuola deve ricominciare a correre. Bisogna stimolare nei giovani un approccio più sportivo alla storia dell'arte». Addio musei polverosi, atri muscosi e fori cadenti. Volete reggere la sfida della modernità? Pedalate, gente, pedalate.
  • Mario De Prospo |

    Dottor Chioaberge, mi permetto di lasciare questo commento per raccontarle che ieri ho beccato su Raidue i titoli di coda della trasmissione Voyager, durante i quali ho scoperto che la trasmissione è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
    Sono un dottorando senza borsa in storia contemporanea, che si arrabatta tra contributi di fondazioni, collaborazioni con quotidiani locali e lavori part time in progetti di orientamento. Trovo tutto ciò abbastanza offensivo, sopratutto visti i tagli e le difficoltà per chi prova la sua strada nel mondo della ricerca.
    Il ‘cappello’ sull’intrattenimento fanta-storico/scientifico da parte del ministero che dovrebbe promuovere la nostra cultura mi sembra davvero eccessivo
    Poi ci si meraviglia del bassissimo livello del dibattito pubblico del paese….

  • Osservatorio Patrimonio Culturale |

    Un commento di condivisione al suo Contrappunto può essere la lettera che le riportiamo di seguito, inviata al Ministro Sandro Bondi per denunziare lo scempio in corso agli scavi di Pompei e il link di un video che contribuisce a rendere l’idea.
    Grazie –
    Osservatorio Patrimonio Culturale – opcitalia@gmail.com
    Questo è il link: http://www.ilgazzettinovesuviano.com/2010/05/26/martelli-pneumatici-negli-scavi-di-pompei/
    Questa è la lettera al Ministro Bondi:
    Al Ministro per i beni e le Attività Culturali
    Sen. Sandro Bondi
    p.c. Al Direttore Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
    Dott. Stefano De Caro
    p.c. Al Soprintendente archeologo
    della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei
    Oggetto: Denuncia relativa a lavori in corso presso il “Teatro Grande” e la “Caserma dei Gladiatori” degli scavi di Pompei.
    Egregio signor Ministro,
    proviamo grande difficoltà e profonda amarezza nel denunziarle quanto incredibilmente abbiamo verificato e documentato negli scavi di Pompei durante una visita seguita a diverse segnalazioni pervenute all’Osservatorio Patrimonio Culturale.
    Sono in corso nell’area archeologica lavori definiti nella tabella di cantiere “Restauro e sistemazione per spettacoli del complesso dei teatri in Pompei scavi” che hanno sin qui comportato evidenti stravolgimenti dello stato originario dei monumenti e dei luoghi archeologici, con gravi danni al loro stato di conservazione.
    L’evidenza della gravità degli interventi è facilmente e banalmente dimostrabile attraverso una rapida ricognizione dell’attuale consistenza del teatro, in particolare della cavea, che, rispetto ad una qualsiasi foto o disegno di diversi momenti della vita degli scavi, risulta completamente costruita ex novo con mattoni in tufo di moderna fattura.
    L’intervento sul teatro è un vero e proprio inconcepibile scempio compiuto all’interno del monumento archeologico tra i più significativi al mondo.
    Quanto maldestramente compiuto non può definirsi restauro (come indicato nella descrizione dei lavori) e nemmeno ricostruzione, a voler essere generosi verso le esigenze della fruizione, ma costruzione ex novo dell’intera gradinata, di cui è stata sempre ed unicamente documentata la sola presenza, ancora visibile in loco, di un tratto in pietra di colore chiaro che gli ottimi archeologi della Soprintendenza di Napoli e Pompei, ben conoscono.
    Gli interventi compiuti sono in evidente contrasto con i principi internazionali sulla conservazione del patrimonio storico artistico e con le norme che regolano e tutelano il patrimonio archeologico italiano.
    Altri interventi sul teatro e sull’area della “Caserma dei Gladiatori“ hanno riguardato opere murarie particolarmente invasive, non classificabili tra le categorie del restauro conservativo. Sono evidenti, portandosi semplicemente nelle aree limitrofe al cantiere, alcuni spregiudicati interventi che sinteticamente descriviamo:
    a) realizzazione di forature di muri per l’attraversamento di larghi tubi porta cavi;
    b) scavi di trincee, ampie e profonde, a ridosso di murature strutturali e all’interno di ambienti del teatro romano, per la posa di svariati e particolarmente lunghi tubi e di numerosi ed ampi pozzetti di transito, il tutto ancorato, in area archeologica, con gettate di cemento necessarie per infrastrutturare il teatro antico come se fosse un teatro costruito ex novo;
    c) realizzazione di un palco invadente e sovradimensionato rispetto allo spazio antico esistente, che travalica e sovrasta l‘antica scena, occupandone prepotentemente anche l’emiciclo anteriore, rendendo impossibile la fruizione del teatro antico da parte delle migliaia di visitatori che quotidianamente visitano Pompei;
    d) posa in opera di ampi ed invasivi tralicci tecnici;
    e) Realizzazione di ampie e spesse platee di cemento, armate con reti metalliche elettrosaldate, tipiche di interventi di edilizia civile, lungo i lati del portico perimetrale, al di sotto delle quali sono stati posati numerosi cavidotti, affioranti a distanze prestabilite, dove , al momento del sopralluogo a distanza, erano in corso perforazioni del massetto cementizio con l’ausilio di martelli pneumatici, proprio a ridosso delle fragili murature antiche;
    f) Realizzazione di numerosi locali prefabbricati, ancorati a basi di cemento, collocati nel perimetro degli antichi locali che si aprivano lungo il quadriportico, compromettendone la fruizione diurna del pubblico;
    g) Realizzazione di moderni locali bagno, ricavati dalla trasformazione di ambienti archeologici. Gli scarichi dei nuovi bagni sono recapitati in un’area retrostante, interessata dalla presenza di ambienti archeologici, dove sono stati eseguiti due profondi scavi con l’ausilio di una pala meccanica, dove si ritiene che verranno allocati pozzi neri, di cui sono visibili su un lato del cantiere grandi anelli cementizi.
    Ala luce di quanto segnalato Le chiediamo un immediato intervento per scongiurare ulteriori devastazioni e accertare le eventuali responsabilità dei danni causati al patrimonio culturale della Nazione. Si chiede altresì il ripristino dello stato originario dei luoghi e il conseguente restauro conservativo, necessario perché le esigenze legittime della valorizzazione degli scavi non prevarichino i fondamentali interventi di tutela e conservazione degli scavi di Pompei.
    Roma, 22 maggio 2010
    Osservatorio Patrimonio Culturale
    Arch. Antonio Irlando

  • Vasco |

    Ciò che mi chiedo, Chiaberge, è perchè – invece di indulgere in un umorismo da oratorio e divertirsi, solipsisticamente, con i suoi paradossi da boy-scout, perchè appunto lei non voglia usare lo spazio che ha a disposizione per cercare di spremere qualche contenuto un po’ più interessante/stimolante, o qualche provocazione che sia davvero tale, e possibilmente intelligentemente tale. Qualunque tentativo in tale senso, anche parzialmente riuscito, sarebbe un enorme improvement.

  • ugo varnai |

    verrà buona anche l’idea del Giro con gran premio della montagna sul Vesuvio e volata finale a Pompei.
    per il logo, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta, sormontato da questa frase:
    Hic ego, cum veni, futui, deinde redei domum [CIL, IV, 2246].

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