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Compagno Tolkien. E Prodo riconquistò la Terra di mezzo.

La riscossa della sinistra parte da Modena, cuore dell’Emilia rossa, che ha chiamato ieri a consulto alcuni tra i massimi esperti mondiali. Di finanza? Di pensioni? Di riforme istituzionali? Nossignori, di J.R.R.Tolkien. Proprio lui, l’autore del Signore degli anelli, idolo giovanile di Gianni Alemanno: nuovi studi, annuncia su Repubblica Loredana Lipperini, lo strappano alle grinfie di ex-fascisti e reazionari e lo restituiscono alla cultura democratica. Altro che favola nostalgica: gli Hobbit sono iscritti all’Arci e fanno la spesa alla Coop. La sinistra avrà pure perso il Piemonte e il Lazio, ma si riprende trionfalmente la Terra di Mezzo. Uno dei più accreditati studiosi tolkieniani avanza addirittura l’ipotesi che nella celebre trilogia il maestro del fantasy abbia voluto adombrare le travagliate vicende dell’Ulivo e del Pd. Pare che il titolo originario fosse Il Signore degli asinelli, dal nome della torre di Bologna, città natale del protagonista Frodo (ma si legge Prodo).

Frodo

Ecco in sintesi la trama. Il giovane Prodo, convinto dallo stregone Scandalf del pool di Milano, parte alla volta del regno delle tenebre per distruggere l’Anello del Potere: un micidiale decoder che permette di controllare tutte le tv del pianeta, escogitato da Silvio Sauron, sovrano della Terra di Arcor. Sauron vive in una fortezza circondato da nobili fanciulle, tra cui l’affascinante principessa Carfadriel, che possiede lo Specchio Magico delle pari opportunità. Dopo aver varcato con successo l’Euroburrone, Prodo giunge ai piedi di Monte Fatorio, ma l’infido Clemente Vermilinguo lo tradisce consegnandolo agli orchi azzurri. Disperata mediazione di re Francesco Theodem, che tratta invano con la tribù dei Raminghi guidati dal subdolo Pier Fredegario. Le forze del male sembrano sul punto di prevalere, ma dopo un’epica battaglia coi Cavalieri Verdi del potente Bossildur, Prodo riesce a gettare il decoder nel cratere di Monte Fatorio, e la pace televisiva discende sulla Terra di mezzo. La versione cinematografica del Signore degli Asinelli, girata da Ermanno Olmi tra Sasso Marconi e il Salaria Village, è già stata bocciata dal ministro Bondi: «Una pellicola faziosa, che fomenta l’odio». Consensi invece dalla fondazione di Gianfranco Fini, ribattezzata Farefantasy, che promette: «Rifaremo i campi Hobbit. Ma saranno bipartisan».

  • ubik |

    anche io mi sono divertito e il contrappunto è imperdibile quasi sempre.
    PS: anche in “weekend postmoderno” veniva riportato in un articolo di Tondelli la sua fascinazione per Tolkien e lamentava, se non ricordo male, l’appropriazione della destra…MAH!
    PS2: Gentile Chiaberge ha letto “la tirannia dell’e-mail” di Greene? Molto bello

  • Renzo Campanella |

    Saranno tutte vere le critiche, ma io a leggere l’articolo di Chiaberge mi sono divertito un sacco.
    E non ho pensato neanche per un momento che nel Convegno qualcuno potesse veramente avere preteso di ricondurre Frodo e Gandalf (ebbene sì: ho letto tutto il Signore degli Anelli) a Prodi, Parisi & Co.
    Poi Lipperini scriveva altre cose, benissimo.
    Resta per me il fatto che sapere (e sapersi) divertire, anche con un po’ di innocua ma intelligente ingenuità, aiuta a vivere meglio.
    Saluti a tutti.

  • Roberto Fabrizi |

    Una domanda: ha adottato la Guzzanti, visto che da più domeniche ce l’ha su con Bondi? Quanto a Prodo; già assaggiato: non sa di nulla.

  • Gennaro Sardi |

    Ma scusi, lei è stao al convegno?
    A parte che più che la lipperini avrebbe dovuto attaccare quello schifo di titolo o Repubblica, visto che nel testo non c’è nulla del genere, se fosse venuto al convegno come ci sono andato io avrebbe visto che si è tratta di alta letteratura e alta filosofia. Parli di scrivere, magari cerchi anche di informarsi prima.
    Grazie
    Gennaro Sardi

  • Vasco |

    Solito trottolino amoroso, un po’ populista un po’ qualunquista, che sembra bacchettare tutti, ben attento a non dare fastidio a nessuno…
    Non si capisce bene chi debba far ridere, ammesso che voglia far ridere, anzi a dire la verità mi sembra un po’ illusorio pensare che ci sia davvero qualcuno interessato a leggersi questa cervellotica sbrodolata di ammiccamenti e calembours più o meno – non – riusciti…
    Cose come “il signore degli asinelli” le dicevo anche io quando facevo le elementari… poi ho smesso.

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