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La lezione di storia del prof La Russa

Dal diario scolastico 2008-2009 di uno studente del liceo «Claretta Petacci» di Salò.

Lunedì 8 settembre

Caro diario, oggi è il primo giorno di scuola, e il nuovo prof di storia, un tipo barbuto di nome La Russa, ci ha spiegato l’armistizio del 1943 e la Repubblica sociale, che aveva stabilito la sua capitale proprio nella nostra città. L’Italia era spaccata in due. Il prof ha detto che dobbiamo ricordare non soltanto i partigiani, ma anche i repubblichini: «Altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia». Gabsosia004bignaziolarussa Poi è venuto a trovarci il preside, Giorgio Napolitano, e ha parlato della speranza di libertà e di giustizia «che condusse tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane». E del senso del dovere, della fedeltà e della dignità «che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l'adesione alla Repubblica di Salò». A chi dobbiamo dar retta? Il preside a me sta più simpatico, ma il professore è quello che ci interroga e ci dà i voti. Insomma, l’anno comincia maluccio...

Giovedì 11 settembre

Oggi è venuto in classe il vicepreside, prof Silvio Berlusconi, e ha fatto un elogio di Italo Balbo, il gerarca fascista con la passione del volo, spedito dal Duce a fare il governatore in Libia: «Balbo in quel Paese – ha detto – fece cose egregie, cose buone. La colonizzazione italiana ha avuto anche aspetti positivi». La più bella della classe, reduce dal concorso di miss Linea Gotica (giuria presieduta da Erik Priebke), ha alzato la mano: «Ma allora perché abbiamo dato tutti quei soldi di risarcimento a Gheddafi?». Con la scusa di una zanzara che lo infastidiva, il vicepreside se n’è andato sbattendo la porta.Italo20balbo_2

Sabato 13 settembre

Il prof La Russa è ammalato, e oggi è arrivato il supplente, uno spilungone che si chiama Gianfranco Fini. Per prima cosa ci ha fatto fare un tema: «Partigiani e ragazzi di Salò». Noi, diligentemente, abbiamo scritto che vanno onorati allo stesso modo. Lui si è infuriato e ha dato l’insufficienza a tutti: «Non bisogna equiparare chi sta da una parte e chi dall'altra – ha spiegato –. I resistenti stavano dalla parte giusta mentre i repubblichini combattevano per una causa sbagliata». Chi ci capisce qualcosa è bravo... Sapete che vi dico? Se continua così, quasi quasi cambio scuola.

Commenti

Da elettore di Destra dico che concordo con La Russa. In un paese allo sbando, con un alleato tradito, un re in fuga e molti giovani a cui era stato inculcato per venti anni l'obbedienza e la fedeltà cosa si poteva pretendere? Per capire le ragioni dei vinti inviterei a leggere due bellissimi libri di Carlo Mazzantini che sono "L'ultimo Repubblichino" e "a cercar la bella morte". In quanto all'uscita di Fini due giorni dopo le dichiarazioni di La Russa la trovo un modo come un altro di mettere la toppa.

Caro Studente del liceo “Claretta Petacci”,

niente potrebbe offrirci un contesto più acuto delle condizioni attuali di quanto tu racconti.

Un abozzo di contestazione reale vale oramai poco o nulla (chiedi a Margherita Hack) e anche cambiare scuola non servirebbe: viviamo anestetizzati, dove tutto è rappresentato sotto falsa luce, sotto l’aspetto del sensazionale e dell’acquisito. La tua vicenda scolastica conferma l’intento di ispirare ad ognuno il bisogno di rispondere in maniera passiva e tradizionale, di dare in ogni momento, quale esso sia, un consenso banale e automatico.

Del resto, la storia è commovente e trova sempre qualcuno che abbia il senso della frase felice. Anche per coloro che non hanno un solo prigioniero da rimproverarsi per averli sterminati tutti.

Complimenti per il diario.

Cordiali saluti.

Ugo Varnai


Scritta mussoliniana su un muro a Massino Visconti (No) e pubblicata su un giornale locale "L'Informatore" a commento della "pace coloniale" tra Berlusconi e Gheddafi:

I VECCHI CONTI D'AFRICA SONO REGOLATI FINO AL CENTESIMO

L'Italia nell'arco di 25 anni riconoscera' a Tripoli 5 miliardi di dollari di danni!!!!!

Grazie per l'attenzione.
Buon Giorno
Sacco C.

Perlomeno a destra se ne parla. A sinistra invece, fra gli orfani di Stalin, esiste una curiosa identita' di vedute.

L'intervento del signor Paratico mi sembra francamente ridicolo.
La storia della sinistra o meglio delle sinistre è fatta di scissioni, divisioni, forti scontri, fino a veri e propri atti di guerra.
Forse dimentica i comunisti e gli anarchici uccisi in Spagna anche su ordine del partito comunista dell'Urss.
In particolare su Stalin e sullo stalinismo ci sono fior di pubblicazione e interventi facilmente reperibili in qualunque libreria.
Si informi un po' meglio quando parla di storia.
Per quanto riguarda il revisionismo galoppante, non è una novità che il paese si schieri a fianco dei vincitori. E in questo momento i vincitori sono i post, ma neanche troppo, fascisti.
Vita dura per gli studenti, ma non solo.....

Prendo atto che il Leo trova ridicolo il mio intervento, anche se non capisco bene perche' e dove voglia andare a parare.
Non dimentico gli anarchici e i comunisti liquidati in Spagna, forse li hanno dimenticati i loro compagni, a partire da quel Palmiro Togliatti che partecipo' a quei regolamenti di conti che lui cita. Su Stalin e sullo stalinismo ci sono saggi facilmente reperibili in libreria? vero, ma non ho mai sentito d'Alema, Veltroni ecc. che hanno dichiarato di averli letti e poi, dopo aver ben studiata quella lezione, ammettono che vennero compiuti crimini mostruosi nel nome del comunismo, equiparabili a quelli nazisti e che non si trattava solo di compagni che sbagliano. Dopodiche' dovrebbero ammettere che loro sono stati moralmente corresponsabili e dei cretini per averci creduto.
Qui non parlo solo di Stalin, perche' erano troppo giovani, ma di tanti suoi epigoni, Mao, Pol Pot, Ho Chimin, giu' giu' sino alle BR e a Prima Linea. Concordo con Leo che non e' una novita' che il Paese si schieri con in vincitori. Ma non intendo i vincitori delle elezioni di 100 giorni fa, ma ben altri vincitori. Gia', poveri studenti, e povero Leo...


Egregio sig. Angelo Paratico,

come ho già avuto modo di confermare allo Studente del liceo “Claretta Petacci”, niente potrebbe offrirci un contesto più acuto delle condizioni attuali di quanto succede nella più ufficiale comunicazione odierna. Ma anche nelle forme più convenzionali. Ad esempio: per quanto mostruosamente criminale, Togliatti non avrebbe mai avvilito un congiuntivo preferendogli l'indicativo presente.

Mi creda, il potere dà solo la falsa carta d’identità delle parole, non crea nulla, semmai recupera. E quello che lei sostiene, ne rappresenta un’eminente conferma, ovvero la caricatura dell’antagonismo ideologico.

Ad ogni buon conto, i suoi interventi mi hanno divertito moltissimo, e questo non è inutile in un’epoca triste come questa.

Distintissimi saluti.

Ugo Varnai

Egregio Dott. Varnai
Buon per lei che riesce a riderci sopra. Io, vivendo in Asia e incontrando spesso gente di Phonm Pen, Saigon, Vientiane e Shanghai, che ha pagato, e paga, con il sangue quel che per lei son solo congiuntivi e indicativi, non mi riesce neanche di sorridere. Ora una domanda personale: non le pare di cattivo gusto usare lo pseudonimo di un grande scrittore morto da poco piu' di un anno?
Cordialita' e saluti
A.P.

Sembrava che mi fossi spiegato, ma evidentemente alle orecchie sigillate è difficile far giungere un messaggio.
A parte la forzatura oggettiva di mettere insieme personaggi e storie diverse, come Mao e Stalin, per non parlare di prima linea e le br. (per quanto criminali e assassini Hitler e Mussolini non sono la stessa cosa).
A sinistra il dibatitto sullo stalinismo e sulle derive autoritarie del "marxismo applicato" si è sviluppato quasi subito. Forse si dimentica di personaggi come Rosa Luxembourg.
I maggiori oppositori allo stalinismo, furono i rappresentanti del primo politburo, che a uno a uno furono tutti uccisi, o spariti suicidati.
Potrei citare in tempi più recenti la posizione del gruppo de IlManifesto, espulso dal pci, proprio per le critiche all'Urss.
Altro che a sinistra non si dicute, ci si è proprio sparati addosso.

Definire moderati come D'alema e Veltroni comunisti è ancora più ridicolo.
Oltre che l'equiparazione tra il "nazionalsocialismo" e il "comunismo" è una forzatura storiografica immensa.
Il signor Karl Marx non ha mai ucciso nessuno.
E sarebbe come accusare la figura di gesù cristo di aver fondato l'inquisizione.

Lei vive in Asia, dunque dovrebbe sapere che il criiminale regime di Pol Pot, non cadde grazie alle democrazie europee, ma grazie all'ivasione di un altro stato comunista Il Vietnam.
Questo è un tipico caso del fatto che a sinistra si discute eccome, anzi come già scritto ci si fa proprio la guerra.
Se vogliamo parlare di storia, dovremmo essere un po' più seri, se volgiamo fare il gioco del calderone ideologico post nocentesco, Allora ha ragione lei.
Vince chi la spara più grossa.
E chi ha trasformato la post ideologia, nelle peggiore delle ideologie.
Il neoqualunquismo.

Leo

Saluti

Signor Paratico,

non ho espresso giudizi di alcun tipo sulle vittime di questo e di quello, tantomeno irrisione. Trovo caricaturale il suo orizzonte ideologico a senso unico, posto che ogni nuova teoria che noi edifichiamo non è altro che la teoria di un momento storico.

E, del resto, la dialettica non è solo un espediente dialettico del nostro ragionamento. Lei cita Shanghai, ma a quale momento storico si riferisce? Ai bombardamenti e massacri giapponesi? Oppure alla dominazione occidentale? Alla guerra dei Taiping (venti milioni di morti)? Quindi cita le BR, ma non le stragi di stato. Eccetera.

Pol Pot ha antesignani illustri: Giulio Cesare per domare la Gallia produsse un milione di morti e ne ridusse altri in schiavitù; eppure gli titolano scuole dove si legge il De bello gallico.


Inoltre lei sostiene che mutuare l’antico nom de plume usato (peraltro raramente e non per firmare le proprie opere) da uno scrittore defunto è di cattivo gusto. Ok, è un suo punto di vista.

uv

Egregio Leo
Lei deve spiegarsi con se stesso, non con me, perche' scorgo molte contraddizioni nel suo ragionamento. Lei vede differenze fra Mao e Stalin? certo che erano diversi, uno era il maestro e l'altro l'allievo. E allora? erano e restano due criminali comunisti. Stesso dicasi delle BR e di Prima Linea, diversi, ma condannabili. Lei vede nel fatto che esistono conflitti entro al movimento comunista una forma di salvifica dialettica interna? allora le faccio l'esempio di Adolf Hitler che elimino' Rohm, il capo delle SA. Che vuol dire, dialettica democratica all'interno del movimento nazista?Che c'entra poi Rosa Luxemburg non lo capisco. Mori' nel 1919 assassinata dai Freikorps, non dai nazisti, perche' voleva portare con la violenza la rivoluzione sovietica in Germania. Era una profetessa disarmata.

Il signor Karl Marx non ha mai ucciso nessuno? Si', come Curcio del resto, ma lei sottovaluta il potere del pensiero e delle ideologie. Negli scritti di Marx scorre un odio, un cinismo e una violenza, anche antiebraiche, che fanno accapponare la pelle. Non trovo simili espressioni in Gesu', quindi l'inquisizione e' una aberrazione del suo pensiero, mentre i crimini dei marxisti ne sono una logica e diretta conseguenza. Il regime di Pol Pot venne sostenuto sia dalla Cina che dagli USA in quanto percepito come anti vietnamita, ma anche dalla sinistra europea che vedeva con simpatia quegli esperimenti di ingegneria sociale. Le consiglio un libro sull'argomento scritto da una persona che c'era: Francois Bizot "The Gate". E' stato stampato da Tea in Italia. Mostra tutta la cecita' dei "maitre a penser" europei che incontrava in Cambogia, quando questi erano costretti a confrontarsi con quella tragedia. Ora stanno processando il suo carceriere, Douch, a Phnom Penh, ma i veri responsabili del massacro sono altri, tutta gente che non ha mai ammazzato nessuno e che vive non solo a Washington e Pechino, ma anche a Parigi e Roma.

Stimato Prof. Varnai
Lei e' un relativista, a quanto vedo. Dato che Giulio Cesare era un criminale e gli intitolano le scuole, allora tutto e' per certi versi accettabile, anche i 60 milioni di morti per fame di Mao e perche' no, pure l'Olocausto di Hitler? ah, no, pardon, Mao era comunista quindi aveva i suoi motivi mentre Hitler non era comunista e quindi e' un criminale. Tutto e' relativo, no?.
A quale Shanghai mi riferisco? all'attuale, dove uno vien sbattuto per 10 anni in galera se crea un sindacato indipendente, dove dal 1967 al 1976 regnarono il panico e l'anarchia. A quel tempo i D'Alema e i Veltroni lodavano quel regime e non li ho mai sentiti sinceramente scusarsi per quelle loro parole, mai chiedere scusa per la loro cecita'.
La lore reazione, oggi, assomiglia un po' alla sua: relativazzano. Il suo richiamo all'occupazione coloniale, cosa vuol dire? che i Paesi occidentali e il Giappone erano cattivi e i cinesi erano buoni? Stiamo parlando di una concatenazione di eventi di una estrema complessita' e se ci furono colpe i responsabili sono morti.
Cordialita' vivissime

A.P.

La Russa ha semplicemente parlato di rispetto per il combattente che in buona fede combattè ad Anzio contro gli anglo americani. Certo quello che accadde tra il 1943 e il 1945 fu orribile e sicuramente certe scelte di Mussolini dal 1938 in poi sono indifendibili ma consideriamo anche il contesto storico. Noi avevamo un'alleanza con la Germania, e voglio ricordare che fu il Re Vittorio Emanuele III che chiamò i tedeschi in Italia per difenderla ( lo stesso giorno in cui fece arrestare Mussolini e affidò il governo a Badoglio) e poi si cambia campo passando le linee e lasciando la propria terra all'alleato tradito e l'esercito allo sbando, non è che ci siano molte alternative: o si continua a combattere con lui oppure si è preda della sua rabbia. E comunque l'Italia non aveva scelta visto che gli alleati imposero la resa senza condizioni e dopo ne vedemmo i risultati! Voglio ricordare che fu Eisenowher il comandante dell'esercito americano a dichiarare che i soli adaver salvato l'onore dell'Italia e quindi a renderla ancora acettabile come interlocutore fossero i volontari della Rsi, di certo non i partigiani della Garibaldi che si macchiarono di stragi e vendette.

Caro signor Angelo Paratico,

non sono solo relativista convinto, ma soprattutto interista impenitente e da sempre.

Per fortuna non mi lusingo di altri titoli, tipo “comunista”. Di questi tempi ci vuol poco per passare un guaio serio.

Certe parole, classificazioni, truismi, una volta che hanno acquistato una loro autonomia, agiscono sul mondo reale, e prima o poi si trasformano in un incitamento a qualche cosa, come del resto testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, la cronaca degli ultimi giorni.

Il mio compianto collega Philip K. Dick diceva spesso: The basic tool for the manipulation of reality is the manipulation of words. If you can control the meaning of words, you can control the people who must use the words.

Comunque mi permetta di esprimerle la mia non formale ammirazione per la sua erudita attitudine nell’azzeccare gli accostamenti tra i diversi personaggi storici, senza peraltro ometterne le rispettive imputazioni. Plutarco era un dilettante.

Del resto la rete ci consente di leggere le sciocchezze altrui e di inviare le proprie. Eccetto che a Shanghai, beninteso!

Ricambio i saluti,
uv

X Giovanni
Quella del Re che chiama i Tedeschi in Italia, francamente, mi giunge nuova. Non esageriamo.

Mala tempora currunt. I fascisti rialzano la testa e ci stanno imponendo la loro spregevole ideologia. D'altronde è il Prescritto che dice che il fascismo mandava i suoi oppositori in villeggiatura.Come una signora ebrea ha scritto recentemente:non sappiamo se il fascismo sia stato il male assoluto, di certo sappiamo che ha consegnato i nostri familiari ai suoi alleati nazisti e poi sono finiti nelle camere a gas.

Per il signor Angelo, mio nonno visse quei terribili giorni ed era ufficiale dei carabinieri reali, mi disse che i tedeschi erano già in Italia da alcuni mesi che precedevano lo sbarco in Sicilia degli alleati chiamati proprio dal governo italiano, e quando il 25 luglio 1943 fu arrestato Mussolini Badoglio rassicurò i tedeschi che la guerra sarebbe continuata al loro fianco mentre di nascosto stava accordandosi con gli alleati. Riguardo la violenza che il regime fascista operò non è nulla in confronto a quello che fecero nella Russia i comunisti l'indomani della Rivoluzione o quello che fecero Mao o Castro una volta andati al potere. Il fascismo non ebbe mai una struttura capillare e organizzata come quella del partito nazista o quello comunista sovietico tanto che le "vittime" sono poche e i delitti rilevanti sono quello di Matteotti dietro il quale non c'era mandante Mussolini ma il re e questo lo confermò anche il figlio di Matteotti. I soldati di Salò combatterono ad Anzio ma di certo non per consegnare gli ebrei ai nazisti ma per difendere la patria e furono gli stessi soldati americani e inglesi che presero atto del coraggio di quei soldati. A questo scopo voglio postare ciò che dissero diversi ufficiali americani a proposito degli eroi di Anzio:

"I marò della San Marco erano la risposta al sogno di chi cerca nuove reclute: giovani, giovani, coraggiosi, fortemente motivati"
Comandante John Dawson dei Diavoli Neri

"Fu uno scherzo lo sbarco nell'Africa del Nord se penso allo sbarco di Anzio, dove l'avversario, per poco, non ci ributtò a mare. Avevo inteso parlare dei tedeschi. Sapevo che per molti italiani la guerra era finita. Ma avevo anche sentito parlare di una certa Decima Mas. Ad Anzio e a Nettuno li ebbi di fronte: ragazzi senza fortuna, ma di grande valore"
generale John Vessey dell'Esercito degli Stati Uniti

L'ideologia o le deportazioni non c'entrano nulla con il valore dimostrato da questi ragazzi ad Anzio contro gli anglo americani e se l'Italia fosse un paese veramente civile e democratico darebbe ai propri caduti la stessa dignità

caro giovanni,
e vabbè il regime comunista, bolscevico e poi stalinista, ha fatto più morti del fascismo e del nazismo. lo sappiamo. Ma quando la finiremo con questa macabra contabilità, con questa gara per la maglia nera dei massacri nel Novecento? Si faccia una sola, semplice domanda, amico mio: quale regime liberticida, quale dittatura ha conosciuto l'Italia? il fascismo o il comunismo? lei è per caso nato e vissuto a Mosca o a San Pietroburgo? O in una libera democrazia, dove i comunisti erano all'opposizione dal 1948, e adesso sono pure fuori dal parlamento? forse sarebbe ora che, come dice Gianfranco Fini, voltassimo pagina e guardassimo al futuro del paese, invece di continuare a rivendicare un'impossibile equiparazione storica e morale tra i morti di una guerra civile di sessant'anni fa. un cordiale saluto.
riccardo chiaberge

Caro signor Paratico, sono stufo di rispondere con elementi di storia a ridicole congetture.
La sua analisi del marxismo e il paragone con Curcio e le Br dimostrano tutta la sua ignoranza.
Tra l'altro è chiaro che nella sua ridotta visione di Marx, appare in evidenza che lei non lo ha mai letto.

Per quanto riguarda Rosa Luxembourg e la critica ai bolscevichi, la riporto ad alcuni elementi di storia.

Rosa Luxemburg critica in particolare l'abolizione delle libertà democratiche: senza libertà di stampa, senza diritto d'associazione e di riunione, la rivoluzione non può andare avanti, perché questi diritti sono uno strumento indispensabile per l'auto-educazione politica delle masse popolari. I bolscevichi hanno istituito i Soviet come organismo rappresentativo delle masse lavoratrici: "ma col soffocamento della vita politica in tutto il paese - scrive Rosa - anche la vita dei soviet non potrà sfuggire a una paralisi sempre più estesa. Senza elezioni generali, libertà di stampa e di riunione illimitata, libera lotta d'opinione in ogni pubblica istituzione, la vita si spegne, diventa apparente e in essa l'unico elemento attivo rimane la burocrazia". Rosa Luxemburg condivide il principio della dittatura del proletariato, ma per lei "questa dittatura deve essere opera della classe, e non di una piccola minoranza di dirigenti in nome della classe".

La vostra ignoranza, quella di Giovanni in particolare, che dimentica l'ovra, l'olio di Ricino, l'assalto alle case del popolo, è pari alla vostra storia che continuate a rivendicare, passano gli anni, ma rimanete sempre i soliti fascisti.
Condannati dalla storia. e nati in Italia.

Carissimo Sig. Chieberge
condivido in pieno quanto da lei "fantasticato" in merito allo studente; sicuramente avrei cambiato scuola anch'io!
E' bene che qualcuno faccia chiarezza in merito ad argomenti così drammatici e che non possiamo "mescolare e confondere" a nostro piacimento come se fossimo alla finestra osservando distrattamente i fatti che la storia dell'umanità ci porta all'attenzione.
E' altrettanto giusto che noi adulti aiutiamo i nostri figli ad analizzare criticamente gli stessi fatti, anche se a distanza di molti anni, come se stessero per ripetersi.
Forse sarebbero in grado di discriminare dove si trovi il bene e dove invece si annidi il male. Sicuramente guarderebbero ed analizzerebbero con maggior obiettività i tanti fatti che la storia attuale ci porta a vivere quotidianamente!

Carissimo signor Chiaberge, io sono cresciuto in Italia. Non ho conosciuto il fascismo ma essendo stato in Polonia e in Germania Orientale dopo la caduta del muro ho toccato con mano i danni provocati dai regimi di quei paesi. Ma ho avuto anche la fortuna di andare negli USA e nonostante le contraddizioni che si riscontrano in quella nazione preferisco chiaramente questi ultimi. Qui non si sta chiedendo l'equiparazione storica e non l'ha chiesta ne La Russa ne Alemanno ma solamente il rispetto che si da al soldato che ha combattuto e che è stato sconfitto, sono italiani anche loro non crede?

Egregio signor "l'ignoranza e' peggiore della cecita'"

Spero che si sia messo uno specchio davanti prima di scrivere queste intelligenti parole. Perche', vede, io e Giovanni saremo ignoranti perche' lo dice lei, mentre lei lo ha mostrato a tutti cio' che e'. Sono d'accordo con Dott. Chiaberge, molto meglio voltare pagina e guardare al futuro, questo valga pero' per ambedue le parti.


Saluti. A.P.

Vorrei far notare una cosa. Ognuno è libero di avere le proprie idee però quando non si è d'accordo possibilmente cerchiamo di dire le cose con educazione. Mi riferisco al signore che non si è neanche firmato che offende gratuitamente le persone che non la pensano come lui. Io non ho difficoltà a dichiararmi fascista.

quello che segue è il post spedito ieri. grazie.

Gentile Direttore, ha ragione di dolersi dei maldestri (ma non inefficaci) tentativi di rivendica e d’equiparazione storica e morale tra i morti; così anche per quanto concerne il refrain ragionieristico sulla contabilità delle vittime. Però lei stesso esordisce con della contabilità: “Il regime comunista, bolscevico e poi stalinista, ha fatto più morti del fascismo e del nazismo. Lo sappiamo”. Poi segue l’inibizione: Basta, non parliamone più.

Non dubito che lei sappia, per quanto riguarda il numero dei morti, che il bolscevismo e poi lo stalinismo hanno causa più del fascismo e del nazismo, ma io personalmente non oserei affermare una cosa simile e non solo per quanto riguarda i conteggi, ma soprattutto per quanto concerne molte altre tediose bagatelle delle quali è (sarebbe) bene parlare sempre e a lungo, proprio perché appartengono ad un passato recente e sempre in cerca di rivincita, esplicita o sotto mentite spoglie.

Infatti, con la scusa di voltare pagina, molti galantuomini la stanno riscrivendo. E, purtroppo, non è solo una mia sensazione personale (mi pare fosse anche la sua, caro Direttore, domenica l’altra). Inoltre, in certi àmbiti delle classi dirigenti c’è sempre stata, incontestabilmente, una spiccata reticenza a voler rendere conto delle dirette responsabilità nella nascita (adesione e sostegno) dei fascismi europei; invece si è preferito creare il mito dei mostri, la tabe della follia totalitaria e, di contro, del comunismo.

Accolgo e faccio mio quindi l’invito rivolto segnatamente ad altri di lasciar stare le calcolatrici, ma non quello del silenzio: perché se non è questo il momento per parlare di certe cose, allora quando?

Cordiali saluti
ugo varnai

Gentil signor Paratico, vista la sua educazione non vorrei esserle sembrato maleducato.
Però entri nel merito della questione, ad esempio su Rosa Luxembourg.
Lei ha sostenuto che a sinistra non c'è stato dibattito. Io le ho citato alcuni brani che dimostrano chiaramente il fatto che la sinistra si è sempre divisa fino a spararsi.
Mi può dimostrare il contrario, grazie.
Se si argomenti con serietà. Se no continui a fare il cieco.
E ragioni a pregiudizi. Tutto in un unico calderone.
Una delle differenze centrali tra il "comunismo" e il fascismo e che il prima non è stato messo in pratica dai suoi teorizzatori. E sono passati quasi 50 anni tra la teoria e la pratica.
Invece fascismo e nazionalsocialismo sono dottrine attuate dagli stessi teorici. Non è una differenza da poco.

Per quanto riguarda Giovanni.
Quale sarebbe l'offesa, che è stato usato l'olio di Ricino?
che sono state distrutte le case del popolo.
Se lei afferma di essere fascista io ho tutto il diritto di ritenerla un razzista.
Poi sentire un fascista che dice tutti hanno diritto ad avere libertà di espressione mi suona come un ossimoro.
Ripassi la storia. Forse capirà di cosa sto parlando.

Per il signor Paolo, io non le ho dato dell'ignorante mentre lei lo ha fatto. Per sua informazione io mi sono laureato in scienze politiche in storia contemporanea con una tesi sulla politica estera di Napoleone III e con un professore che è stato allievo di De Felice. Le suggerirei di leggere i diversi testi di De Felice sul Fascismo che faccio notare non era neanche di destra, come non lo è di certo Giampaolo Pansa. Comunque dato che mi sembra di capire che questo è un blog schierato non interverrò più (e la cosa mi dispiace perchè ritenevo sia il sole 24 ore che il blog di Radio 24 meno faziosi) con buona pace del signor Paolo e degli altri antifascisti che si dicono democratici.

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